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Amy Winehouse: autopsia per cause morte. Ma non per malessere

Qualcuno rammenta che prima di Amy Winehouse sono tanti gli artisti che non hanno superato la soglia dei 27 anni, tutti accomunati da un grande talento ma purtroppo anche da un passato fatto di droghe, alcol e forse troppa solitudine.

Qualcuno rammenta che prima di Amy Winehouse sono tanti gli artisti che non hanno superato la soglia dei 27 anni, da Kurt Cobain a Janis Joplin, da Jimi Hendrix a Jim Morrison. Tutti accomunati da un grande talento ma purtroppo anche da un passato fatto di droghe, alcol e forse troppa solitudine, nonostante l'accerchiamento di centinaia di migliaia di fan (quella "relazione vampiresca" a cui si riferiva Robert Fripp). Che Amy Winehouse, voce inconfondibile della fusione fra rhythm and blues e rock, stesse da tempo, da troppo tempo, male era evidente. A giugno era stata ricoverata alla Priory Clinic di Londra per disintossicarsi dalla vodka e dalle droghe, dimessa prima dell'inizio del suo tour europeo, poi interrotto a causa delle condizioni di salute della cantante e cantautrice. La sua ultima performance, quella di Belgrado, dove era salita sul palco completamente ubriaca ed evidentemente non in grado di reggere una esibizione, rimarrà quindi nella leggenda. La storia, invece, verosimilmente si domanderà se Amy Winehouse sia stata sufficientemente protetta, soprattutto da se stessa. Amy Winehouse probabilmente non era una persona a cui "piacevano gli eccessi", come spesso è stata, ed è, descritta. Amy Winehouse aveva seri problemi di dipendenza, con le droghe e con l'alcol, ma nel corso della sua breve vita ha dovuto affrontare anche la depressione, la bulimia, l'anoressia, e anche il divorzio dal marito. E di conseguenza denunce, arresti e processi. Tutti questi artisti morti a 27 anni, quindi, ognuno con la sua personale storia, sono forse uniti anche dal fatto di essere stati perennemente al centro dei riflettori senza esserne sufficientemente preparati. L'alcol, la droga, gli "eccessi" spesso sono solo un modo per fuggire da una realtà, che evidentemente (nonostante l'apparenza) non riesce ad essere totalmente appagante. Lunedì 25 luglio è fissata la data dell'autopsia di Amy Winehouse, che stabilirà con precisione le cause della morte. Che sia stato però un cocktail di alcol e farmaci o una "overdose di ecstasy", come riportano alcuni tabloid londinesi, non cambierà il fatto che Amy Winehouse sia morta sola nella sua casa di Londra. Solitudine forse all'origine del suo profondo malessere.

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