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Napoli: basta con gli sgomberi forzati. Amnesty al World Urban Forum

Al World urban forum di Napoli il tema centrale è "Il futuro urbano". Un futuro forse senza più "cittadini di serie B", quelli che vengono costantemente emarginati e "sgomberati" dalle metropoli. Amnesty International si mobilita.

A Napoli dal primo al sette settembre si sta svolgendo il World urban forum, arrivato alla sua sesta edizione ed organizzato dall'ONU (UN-Habitat), dal Governo italiano, dalla Regione Campania e dalla Città di Napoli. Il tema di questo incontro è "Il futuro urbano" che verrà discusso e "pianificato" da oltre 3.000 partecipanti registrati da oltre 114 Paesi. Le "aree" di discussione sono sostanzialmente quattro: Urbanistica: Istituzioni e regolamenti (che include il miglioramento della qualità della vita); Equità e prosperità: Distribuzione della ricchezza e di opportunità; Città Produttive: Città competitive ed innovative; Mobilità urbana, Energia e Ambiente. Un meeting che pare gioioso e positivo ben lontano dai miasmi delle malsane bidonville, o dall'emarginazione umana che "sopravvive" nelle megalopoli . Ci pensa però Amnesty International, presente all'interno del World urban forum con uno spazio espositivo e con una delegazione a "rovinare" la festa: "E' ipocrita che il World urban forum si svolga in Italia, paese che si distingue da anni per gli sgomberi forzati e la segregazione delle comunità rom. In contrasto con le significative risorse che ha investito per ospitare il forum, il governo italiano non rispetta, protegge e realizza il diritto delle comunità rom a un alloggio adeguato", commenta ad esempio Matteo De Bellis, responsabile delle campagne sull'Italia del Segretariato Internazionale di Amnesty International. Malavika Vartak, responsabile delle politiche sugli insediamenti informali del Segretariato Internazionale di Amnesty International spiega: "Milioni di persone continuano a vivere in condizioni abitative inadeguate, senza accesso ad acqua potabile, servizi igienici e altre forniture essenziali, negli insediamenti informali dei paesi poveri come dei paesi ricchi. Sono costantemente a rischio di sgombero forzato, una pratica illegale che comporta la perdita dei beni personali, dei legami familiari e dell'accesso al lavoro, alla scuola e ai servizi sanitari". Amnesty farà sentire la sua voce con una mobilitazione, organizzata per Martedì 4 settembre, alle 18.30, proprio davanti all'ingresso del World urban forum "per chiedere la fine degli sgomberi forzati".

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