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Egitto: consulente famiglia Giulio Regeni arrestato

"Almeno 238 persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, sono state arrestate in varie città dell'Egitto il 25 aprile" denuncia Amnesty International. Tra queste anche Ahmed Abdallah, presidente del Consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf) che offre consulenza alla famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato ed ucciso a Il Cairo.

"Almeno 238 persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, sono state arrestate in varie città dell'Egitto il 25 aprile, giorno in cui si celebra il ritiro nel 1982 di Israele dalla penisola del Sinai" denuncia Amnesty International. Tra questi è stato arrestato anche Ahmed Abdallah, presidente del Consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf) che offre consulenza alla famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato ed ucciso a Il Cairo.

Le accuse contro Ahmed Abdallah sono pesanti perché vanno dall' "istigazione alla violenza per rovesciare il governo" all' "adesione a un gruppo 'terroristico' e promozione del 'terrorismo' " come rivela Amnesty International spiegando che l'uomo è stato "prelevato nella sua abitazione nella notte tra il 24 e il 25 aprile dalle Forze speciali" egiziane.

La famiglia di Giulio Regeni si dice "angosciata" nonché "particolarmente preoccupata" per l'arresto Ahmed Abdallah e di tutti gli attivisti e giornalisti fermati mentre manifestavano pacificamente per protestare contro la cessione di due isole del Mar Rosso all'Arabia Saudita, decisione considerata da molti gruppi della società civile egiziana come "incostituzionale e priva di trasparenza". Tutti gli arrestati "dovranno rispondere di varie accuse, tra cui reati contro la sicurezza nazionale e violazioni della legge antiterrorismo e della legge sulle proteste" come precisa Amnesty.

"Questi arresti hanno preso di mira personaggi pubblici, difensori dei diritti umani e attivisti" spiega in una nota l'Ecrf, aggiungendo: "La brutale repressione di fronte alla quale ci troviamo, a Il Cairo e in altri governatorati sembra essere il risultato di quanto annunciato di recente dal ministro degli interni che ha detto 'risponderemo con la massima fermezza e risolutezza a qualsiasi azione che possa turbare la sicurezza pubblica'. Questa dichiarazione fa seguito a quella del presidente Abd al-Fattah al-Sisi secondo il quale alcuni gruppi che starebbero mettendo a rischio la pubblica sicurezza saranno fermati da polizia e forze armate".

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