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Amnesty: a Summit UE 26 giugno ridefinire politiche su immigrazione e asilo

Amnesty International, dopo l'ultima tragedia in mare, sottolinea l'inefficacia delle attuali politiche e prassi dell'Unione europea in materia d'immigrazione e asilo, e invita i leader dell'UE che si riuniranno nel Summit del 26 e 27 giugno a ridefinire l'approccio europeo in materia, visto che in tale oaccasione verrà approvata la strategia quinquennale dell'Unione europea in tema d'immigrazione e asilo.

Amnesty International ricorda che tra l'11 e il 12 maggio oltre 50 persone hanno perso la vita in due consecutivi naufragi tra l'Italia e la Libia mentre lo scorso ottobre i naufragi al largo di Lampedusa avevano provocato oltre 400 morti e mosso molte dichiarazioni di rammarico e solidarietà ai più alti livello dell'Unione europea. Amnesty International si è detta quindi profondamente preoccupata per l'ultima tragedia e per la conseguente morte di migranti rifugiati nel Mediterraneo, sollecitando nuovamente l'Unione europea e i suoi Stati membri ad agire con urgenza per proteggere i diritti e le vite dei migranti e dei rifugiati. L'Ong sottolinea infatti che il crescente numero di morti in mare chiama in causa l'inefficacia delle attuali politiche e prassi dell'Unione europea in materia d'immigrazione e asilo, concentrate nell'impedire a tutti i costi alle persone di raggiungere l'Europa, affermando che l'aumentato ricorso a politiche e prassi restrittive ha avuto l'unico effetto di costringere persone disperate a intraprendere viaggi ancora più pericolosi. Ciò sarebbe dimostrato dal fatto che, nell'assenza di fatto di modalità sicure e legali per raggiungere l'Europa, le persone si affidano sempre di più a trafficanti e sono costrette a imbarcarsi su imbarcazioni sempre più inadeguate ad affrontare il mare. Amnesty International invita quindi il Consiglio dei ministri della giustizia e degli Affari interni, che si riunità il 5 e 6 giugno 2014, nonché il Summit europeo del 26 e 27 giugno, a ridefinire l'approccio europeo alle politiche in tema d'immigrazione e asilo, prima che altre vite vengano perse in mare. Nel corso del Summit, infatti, i leader europei approveranno la strategia quinquennale dell'Unione europea in tema d'immigrazione e asilo.

L'Ong evidenzia come "persino di fronte all'acuirsi della crisi dei rifugiati siriani, la risposta degli stati membri dell'UE è stata vergognosa", tanto che alla fine del 2013 il Libano, un paese con meno di quattro milioni e mezzo di abitanti, aveva dato ospitalità a 800.000 rifugiati siriani, mentre solo 81.000 erano riusciti a raggiungere il territorio dell'Unione europea in cerca di protezione. Amnesty precisa quindi che una possibilità per favorire l'ingresso di immigrati in Europa potrebbe risiedere nel reinsediamento e nei programmi di ammissione umanitaria, oltre a procedure che facilitano le riunificazioni familiari. Amnesty inoltre rimprovera il fatto che l'Unione europea e i singoli Stati membri continuano a cooperare con paesi extra-UE in tema di controllo dell'immigrazione, chiudendo un occhio sulle violazioni dei diritti umani subite, in quei Paesi, da migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Nonostante queste violazioni siano state ampiamente documentate in Libia, prosegue l'Ong, l'Unione europea e stati membri come l'Italia continuano a collaborare con questo paese per fermare i flussi di migranti diretti verso l'Europa.

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