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Amnesty, Iran: condannata a morte quando minorenne, appello per bloccare esecuzione

Amnesty International lancia per un appello per cercare di bloccare l'esecuzione di Razieh Ebrahimi, condannata a morte in Iran per ave ucciso il marito. La donna, però, al momento del reato era minorenne.

Amnesty International lancia per un appello per cercare di bloccare l'esecuzione di Razieh Ebrahimi, minorenne al momento del reato. La donna, come riporta Amnesty, è stata condannata a morte in Iran per l'uccisione del marito. Razieh Ebrahimi ha confessato l'omicidio dell'uomo ucciso durante il sonno, spiegando però di aver agito in base alla disperazione, a causa di anni di abusi fisici e psicologici. Amnesty International racconta che Razieh Ebrahimi è andata in sposa all'uomo quando aveva solo 14 anni. L'esecuzione di Razieh Ebrahimi sarebbe dovuta avvenire alcuni mesi fa, ma è stata bloccata quando è stato riferito alle autorità che la ragazza era minorenne al momento del reato. L'ong per i diritti umani spiega quindi che alla luce di questo, i suoi avvocati hanno quindi presentato alla Corte suprema la richiesta di un nuovo processo; tuttavia la richiesta è stata respinta. Secondo la legge iraniana, le persone condannate in base al principio della qesas (riparazione), non possono infatti chiedere la grazia o l'amnistia accordata dalla Guida suprema. Amnesty International sottolinea che la sentenza di Razieh Ebrahimi potrebbe quindi essere attuata in ogni momento su richiesta della famiglia della vittima.

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