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Amanda Knox si racconta in un libro: carcere è come un limbo

Tra poco in libreria il libro di Rocco Girlanda, deputato PdL e presidente della Fondazione Italia-USA, "Io vengo con te - Colloqui in carcere con Amanda Knox", dove la giovane raccoglie i pensieri e le speranze di una ragazza che vuole vivere, libera.

Il prossimo 26 ottobre sarà presentato alla Camera dei Deputati il libro di Rocco Girlanda, deputato PdL e presidente della Fondazione Italia - USA, "Io vengo con te - Colloqui in carcere con Amanda Knox", in libreria dal 19 ottobre con l'edizioni Piemme, mentre sarà disponibile in inglese anche nella versione per e-Book.
Il libro raccoglie i pensieri e le speranze della studentessa di Seattle (USA) condannata in primo grado insieme a Raffaele Sollecito e Rudy Guede per l'orribile omicidio di Meredith Kercher, la ragazza inglese studentessa dell'Università di Perugia (nell'ambito del progetto Erasmus) trovata morta con la gola tagliata nella casa che condivideva con Sollecito e la Knox il 1 novembre 2007.
Amanda Knox, condannata a 26 anni di carcere e in attesa del prossimo grado di giudizio, continua a proclamarsi innocente ed a cercare in tutti i modi di cancellare dalla mente di chi ha seguito la tragedia di Meredith la sua immagine di ragazza fredda e calcolatrice.
Anche questo libro può servire allo scopo, perché le confidenze di Amanda al deputato PdL sembrano avere prevalentemente toni concilianti.
Il libro invece è stato giudicato dall'avvocato della famiglia Kercher Francesco Maresca un'iniziativa "inappropriata".
Amanda parla infatti della sua famiglia ma anche di come sta bene in Italia, come riporta anche l'Ansa che ha potuto prendere visione del libro prima della sua uscita ufficiale.
"Quando tutto sarà finito voglio andare dalla mia famiglia, che mi manca tanto, ma poi voglio tornare in Italia, perché qui sono stata bene - racconta Amanda - So che non sono stata sempre comprensibile: mi sono fatta guidare da una troppo ostinata ingenuità che ha causato confusione".
Nel libro si scopre anche una Amanda adatta al focolare domestico e al matrimonio: "Vorrei sposarmi...più avanti e adottare un bambino", perché, sostiene sempre la Knox, ci sono tanti bambini soli al mondo ed è più giusto adottarne uno e farlo felice che averne uno proprio.
Scopre che niente ha sapore senza il bene più grande, la libertà, e grida: "Io voglio vivere, ridatemi la libertà".
Amanda Knox rivela anche la durezza del carcere, e si cerca di spiegare al lettore che "vivere dietro le sbarre è molto particolare", specificando che in prigione, pur essendo lei "una persona abbastanza trasparente" si è costretti a chiudersi un po' "in se stessi".
"Qui ci sono moltissime persone che soffrono - continua la Knox - E' come un limbo: si vive un po' tra le memorie di come era la vita prima e le speranze che si vogliono per il domani".
Si confida con lo scrittore Amanda e racconta di studiare molto, soprattutto le lingue perché vuole "fare l'interprete e anche la scrittrice creativa".

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