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Alzheimer: l'istruzione e i libri salvano il cervello

Una ricerca ha scoperto che le persone che hanno studiato durante l'infanzia sarebbero protetti dal morbo di Alzheimer. Quindi quando vedete qualcuno sprofondare nell'ignoranza, consigliate allo sfortunato un buon libro per la sua salute futura, magari tra "un calippo e 'na bira".

Una minoranza di italiani, quella che viene presa in giro perché è educata, parla italiano corretto, paga le tasse, pensa e discute, ha studiato e studia ogni giorno, legge i giornali e si informa, combatte per non essere assimilato alla palta conformista robotizzata, ha oggi trovato sui mezzi di informazione una piccola soddisfazione. Schiacciati in questi giorni dalla celebrazione di "bire", "docette" e dello stare "a fa la colla", alcuni uomini e donne di questa minoranza sono stati tentati di lobotomizzarsi per farsi accettare dalla società italiana, quando hanno letto di una ricerca che li ha riempiti di coraggio.
Un gruppo di studiosi finlandesi insieme ai colleghi inglesi dell'Università di Cambridge hanno osservato che le persone che hanno studiato durante l'infanzia e quindi hanno "mosso" il cervello sin da piccoli, sarebbero protetti dal morbo di Alzheimer.
La ricerca ha preso in esame 872 persone e ha scoperto che il rischio della demenza è inversamente proporzionale al grado di istruzione.
L'istruzione infatti sembra che "modifichi" il cervello per proteggerlo dalla demenza senile e dal morbo di Alzheimer. Quindi quando vedete qualcuno sprofondare nell'ignoranza, consigliate allo sfortunato un buon libro per la sua salute futura, magari tra "un calippo e 'na bira".

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