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Alzheimer: cambiamenti biomarcatori potrebbero anticipare i sintomi

Da qualche tempo, ormai, la cura per ogni male sembra dover passare necessariamente dai geni. Uno studio condotto dalla Washington University School of Medicine ipotizza infatti che osservando i cambiamenti dei biomarcatori durante la mezza età sarà possibile prevedere l'insorgenza dell'Alzheimer prima ancora che compaiono i primi sintomi.

Da qualche tempo, ormai, la cura per ogni male sembra dover passare necessariamente dai geni. Uno studio condotto dalla Washington University School of Medicine ipotizza infatti che osservando i cambiamenti dei biomarcatori durante la mezza età sarà possibile prevedere l'insorgenza dell'Alzheimer prima ancora che compaiono i primi sintomi. Dopo aver analizzato il liquido cerebrospinale ed il cervello di persone adulte i ricercatori sono arrivati infatti al punto di credere che nel caso dei malati di Alzheimer le modifiche ai marcatori biologici cominciano ad attuarsi durante la mezza età e questo, quindi, potrebbe aiutare a predire l'insorgenza della demenza. A finanziare la ricerca è stato il cofondatore di Microsoft Paul Gardner Allen, che sta stanziando diversi milioni di dollari per comprendere i misteri del cervello umano. Un altro studio della Indiana University rivela che una variante genetica legata alla malattia di Alzheimer sembra depositare le placche amiloidi nel cervello prima del sopraggiungere dei sintomi. placche amiloidi. C'è chi invece continua le ricerche per contrastare la malattia di Alzheimer anche ricorrendo all'infinito laboratorio farmaceutico che offre madre natura. Negli stati Uniti sono almeno 5,3 milioni le persone che soffrono per la malattia di Alzheimer, sesta causa di morte tra gli americani. Secondo un rapporto di Business Standard negli USA viene diagnosticato un caso di Alzheimer ogni minuto.

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