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Psicofarmaci ai bambini: Lorenzin ponga un freno, chiede Bechis (AL)

Eleonora Bechis, deputata di Alternativa Libera, presenta una interrogazione al Ministero della Salute per chiedere quali iniziative intende assumere per porre un freno all'assunzione di psicofarmaci nei bambini e negli adolescenti.

Come il Ministero della Salute "intenda monitorare il consumo di psicofarmaci nell'infanzia per evitare che l'inappropriatezza della somministrazione crei nel tempo danni ancora maggiori nello sviluppo dei bambini" e "quali iniziative si intendano assumere per porre un freno al consumo di psicofarmaci senza prescrizione da parte dei minori".
E questo che si chiede a Beatrice Lorenzin in una interrogazione a prima firma di Eleonora Bechis, deputata di Alternativa Libera, riguardo il recente studio del CNR che ha svelato come i bambini e gli adolescenti italiani sono i maggiori consumatori di psicofarmaci non prescritti d'Europa, con una media del 10% (contro il 6% in UE). Di conseguenza, 1 minorenne su 10 assume psicofarmaci senza alcuna vigilanza medica, utilizzando quelli che trova in casa o addirittura acquistandoli online.
Non solo. L'Istituto di ricerche farmacologiche "IRCCS Mario Negri" di Milano ha stimato che sono tra i 20mila e 30mila i minorenni a cui in Italia vengono somministrati psicofarmaci e antidepressivi, tra cui la Paroxetina che, si legge sempre nell'interrogazione, "fra gli effetti collaterali nei casi di depressione contemplano anche l'aumento della propensione al suicidio e la cui somministrazione è espressamente vietata dalla legge n. 648 del 1996 ai minori di 18 anni". Proprio per questo nel maggio scorso l'Aifa ha dovuto richiamare l'attenzione dei medici affinché non somministrassero più la paroxetina ai minori.

La deputata ex M5S ricorda inoltre che "Palmieri Vincenza, presidente dell'Istituto nazionale di pedagogia familiare (INPEF), in una recente audizione presso la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza ha dichiarato che oltre il 30% dei pazienti, che intraprende un percorso di sostegno per una eventuale dismissione e riabilitazione dichiara che, oltre al farmaco prescritto, acquista prodotti in farmacie, utilizzando le più svariate tecniche di convincimento, ma riuscendo comunque ad ottenere il prodotto anche senza ricetta. Ciò, come risultato di un eccesso diagnostico già in età prescolare. La stessa ha sostenuto altresì: in Italia, 8 anni è l'età a partire dalla quale viene somministrato l'antidepressivo Prozac ai bambini, un'età in cui è possibile attivare invece con successo altri tipi di intervento non farmacologico. Il ricorso allo psicofarmaco viene pertanto utilizzato come prima risposta invece di prevedere prese in carico meno invasive".

© riproduzione riservata | online: | update: 23/09/2017

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