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Alternativa Libera cambia nome alla Camera in "Tutti Insieme per l'Italia"

La componente parlamentare di Alternativa Libera cambia nome in 'Tutti Insieme per l'Italia' a causa dell'uscita dei deputati di Possibile.

"In seguito all'uscita dei all'uscita dei deputati di Possibile dalla componete parlamentare creata da Alternativa Libera, i parlamentari Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco, per evitare la decadenza della componente e il conseguente scioglimento dell'ufficio legislativo e dell'ufficio comunicazione hanno concluso un accordo a titolo gratuito con il signor Antonio Corsi per l'utilizzo del simbolo 'Tutti Insieme per l'Italia' nella composizione della componente parlamentare", viene riferito in una nota.

"Siamo stati eletti per legiferare, portare alla luce le storture del sistema e cambiarlo nell'interesse dei cittadini. Per fare tutto questo abbiamo bisogno di una squadra di professionisti competenti che lavori al nostro fianco e che in questi anni ci ha permesso di portare all'attenzione dell'opinione pubblica, tra le altre cose, il tentativo del governo di aiutare le banche ad appropriarsi delle case di chi era in difficoltà con il pagamento del mutuo. - viene spiegato dagli ex M5S - Non siamo riusciti a bloccare questo disegno del governo, ma almeno abbiamo fatto aumentare da sette a diciotto il numero delle rate non pagate a partire dalle quale scatta l'esproprio della casa".

"Per continuare questo genere di lavoro abbiamo stipulato un accordo che impegna Alternativa Libera a: supportare il lavoro relativo alla realtà della Musica Popolare e Amatoriale delle Bande Musicali, Cori e Gruppi Folklorici, nonché dell'Arte, Cultura e Lavoro, comunque connessi all'attività del Partito 'Tutti Insieme per l'Italia', anche tramite l'elaborazione di atti parlamentari e di sindacato ispettivo mirati a promuovere l'attività di 'Tutti Insieme per l'Italia'; consentire ad almeno un rappresentante di 'Tutti Insieme per l'Italia' l'accesso alla Camera; facilitare l'uso dei servizi a disposizione della Componente parlamentare (sale riunioni, organizzazione eventi e sala stampa); coordinare il lavoro parlamentare con gli uffici della componente parlamentare", si specifica quindi.

"Questo accordo ci consentirà di mantenere in piedi la componente e di continuare a pagare gli stipendi di coloro che ci aiutano quotidianamente a lavorare per la collettività con la consueta indipendenza che ci ha sempre contraddistinti", viene precisato infine.

© riproduzione riservata | online: | update: 20/03/2017

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