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Almaviva: 1.666 licenziamenti già partiti, nessun accordo per Roma

Almaviva non allarga i contenuti dell'intesa raggiunta per il sito di Napoli il 22 dicembre anche alla sede di Roma, nonostante il governo abbia tentato di riaprire in extremis la trattativa. Le lettere di licenziamento per i 1.666 lavoratori della sede di Roma sono infatti già partite.

L'incontro convocato in extremis dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dal viceministro Teresa Bellanova, tra Almaviva e sindacati si è concluso con un nulla di fatto. Nessun accordo è stato raggiunto per la sede di Roma del call center Almaviva, con il risultato che 1.666 dipendenti saranno licenziati.

Bellanova spiega che "purtroppo l'azienda ha avanzato difficoltà anche dal punto di vista della tenuta della procedura e quindi ha ribadito il mantenimento dell'accordo dei lavoratori di Napoli e il mancato accordo con Roma che non ha firmato".

La sede di Roma non rientrava infatti nell'accordo siglato tra sindacati e governo lo scorso 22 dicembre. L'accordo siglato per la sede di Napoli prevede in sintesi la prosecuzione della procedura di mobilità in corso fino al 31 marzo 2017. In questo lasso di tempo i lavoratori sono protetti con la cassa integrazione e le parti avvieranno un confronto per recuperare efficienza e produttività. La Cigs verrà attivata entro il 31 dicembre 2016 sino al 7 aprile 2017, in favore di un numero massimo di 845 unità lavorative occupate presso la sede di Napoli.

I 13 delegati della Rsu della sede di Roma hanno però deciso di non sottoscrivere l'accordo (accolta dai massimi livelli delle organizzazioni sindacali), che invece è stato validato per il sito di Napoli in quanto approvato dalle Rsu napoletana con un solo voto contrario.

Nel corso dell'ultimo incontro di ieri, nonostante ripetute sollecitazioni da parte delle organizzazioni sindacali, Almaviva ha quindi manifestato la sua totale indisponibilità a qualsiasi ipotesi di allargamento dei contenuti dell'intesa del 22 dicembre anche al sito di Roma adducendo proprie motivazioni tecnico-giuridiche, come specifica la Slc Cgil che precisa: "Nessuno può ignorare che la procedura di licenziamento per 2.511 lavoratori è frutto di una decisione dell'azienda e che nessuna responsabilità può essere messa in alcun modo in capo alle organizzazioni sindacali ed alle Rsu e tantomeno ad una parte delle Rsu".

A Roma, infatti, sono già partite le lettere di licenziamento per i 1.666 lavoratori, visto che la procedura di mobilità era terminata lo scorso 22 dicembre.

© riproduzione riservata | online: | update: 30/12/2016

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