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Etihad: si chiude nei prossimi mesi. USB: dov'è intesa con parti sociali?

Dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto tra Alitalia ed Etihad, la compagnia area di Abu Dhabi spiega che questo "rappresenta l'ultimo passo di un percorso che può portare alla finalizzazione di una operazione nei prossimo mesi". Nessun accordo, però, è stato raggiunto con i sindacati in merito ai 2.251 esuberi. L'USB si domanda se "qualcuno voglia portarci fino all'ultimo minuto per poi chiudere la pratica in fretta e furia al governo".

Dopo l'annuncio dell'accordo raggiunto tra Alitalia ed Etihad, la compagnia area di Abu Dhabi spiega che questo "rappresenta l'ultimo passo di un percorso che può portare alla finalizzazione di una operazione. - aggiungendo - I prossimi passaggi saranno: il completamento della documentazione sull'operazione, la finalizzazione delle condizioni, la richiesta alle autorità regolatorie e l'approvazione finale da parte degli azionisti e del consiglio di amministrazione". Tutti "step", assicura Etihad, che saranno "completati nei prossimi mesi". Nessun accordo è però stato raggiunto tra Alitalia e sindacati in merito ai 2.251 esuberi. Su Twitter, Mauro Rossi della Filt Cgil ribadisce ancora una volta il suo "no ai licenziamenti" sottolineando che "tra ‘penultimatum’ e finti annunci su accordo siamo ancora a zero". Il sindacato di base USB chiarisce invece che "il governo sarebbe responsabile insieme all'azienda di licenziamenti e tagli indiscriminati del costo del lavoro" se Alitalia ed Etihad procederanno "senza intesa con le parti sociali continuando ad ignorare il tema della tutela dell'occupazione".

USB Trasporto Aereo denuncia quindi come Etihad sia "solo l'ultimo episodio di una saga infinita che ha fatto diventare questo settore un tritacarne di posti di lavoro e di salari, con responsabilità che vanno dalla politica, a istituzioni compiacenti, a regole mai varate, agli errori e orrori industriali, al sistema sindacale confederale complice per finire alla stampa che per anni ha fotografato una situazione dove l'unico problema erano i 'privilegi' dei lavoratori". L'USB sottolinea inoltre che "la cosa peggiore che potrebbe capitare a tutti è che si esca da questa vertenza lasciando intonso lo stesso 'sistema', determinando le condizioni per le quali la nuova società si troverebbe costretta a chiedere altre lacrime e altro sangue nel giro di pochi anni". Per questo motivo, il sindacato di base ritiene"indispensabile, possibile e praticabile un intervento strategico nel settore da parte del governo con tutti gli strumenti disponibili, partendo dai requisiti di sistema, per dare una prospettiva a tutti i lavoratori coinvolti, senza lasciare nessuno indietro". L'USB conclude: "Non vorremmo che per problemi di potere sindacale piuttosto che di scarsa disponibilità governativa, qualcuno voglia portarci fino all'ultimo minuto per poi chiudere la pratica in fretta e furia al governo".

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