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Alitalia, sindacati: 2.251 esuberi inaccettabili. Lupi: senza Ethiad è baratro

Maurizio Lupi chiede ai sindacati uno sforzo per raggiungere un accordo sui 2.251 esuberi che l'Ethiad chiede per chiudere l'accordo perché, a detta del ministro dei Trasporti, senza l'ingresso della compagnia araba Alitalia cadrebbe in un baratro.

Maurizio Lupi chiede ai sindacati uno sforzo per raggiungere un accordo sui 2.251 esuberi che l'Ethiad chiede per chiudere l'accordo perché, a detta del ministro dei Trasporti, senza l'ingresso della compagnia araba Alitalia cadrebbe in un baratro. "Abbiamo due opzioni davanti: c'è finalmente un grande piano industriale di rilancio che porterà Alitalia a essere tra le prime compagnie del mondo e un sistema aeroportuale italiano più forte, o il baratro" afferma Lupi intervenendo all'assemblea di Federchimica. Al termine dell’incontro di oggi con Alitalia, pochi giorni fa, la Filt-Cgil chiariva però che i 2.251 licenziamenti non sono accettabili, con il segretario Mauro Rossi che sottolinea: "Si tratta di capire, analizzando approfonditamente il piano, da cosa scaturiscono questi esuberi". La Filt-Cgil infatti evidenzia: "Se una compagnia intende mettere in campo 570 milioni di investimenti per costruire un’azienda proiettata nel futuro, non può avere la necessità di mettere per strada 2.251 lavoratori ma piuttosto, se si sta acquisendo in sostanza il trasporto aereo italiano, è il caso di garantire l’occupazione". Rossi concludeva: "Al momento noi e l’azienda siamo due poli contrapposti, Polo Sud e Polo Nord".

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