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Tsipras verso Roma da Renzi. Da Syriza a Podemos, da M5S alla Lega Nord

Alexis Tsipras, neo premier greco, e del suo ministro per le Finanze Yanis Varoufakis, sono in tour nelle capitali europee per discutere gli accordi sul debito della Grecia. Tsipras il 3 febbraio sarà a Roma, ma Matteo Renzi, in contatto costante con la Merkel, ricorda già al premier greco che in questa fase serve "serietà, prudenza e responsabilità". Intanto, nel sud Europa guadagna consensi la sinistra anti-austerità. Dopo Syriza, c'è Podemos in Spagna. In Italia, invece, dopo il M5S c'è la Lega Nord.

Alexis Tsipras, neo premier greco, e del suo ministro per le Finanze Yanis Varoufakis, sono in tour nelle capitali europee per discutere in merito ai nuovi accordi (sul debito) per la Grecia. In campagna elettorale, Tsipras ha assicurato che non ci saranno riforme se a pagare saranno solo i cittadini, annunciando il blocco delle privatizzazioni. Inoltre, il governo guidato da Syriza potrebbe ignorare gli inviti ad una proroga del secondo programma di bailout, che scade alla fine di febbraio.

Venerdì scorso Angela Merkel, cancelliere della Germania, ha confermato che non avrebbe tollerato alcuna cancellazione del debito pubblico della Grecia, anche perché i maggiori creditori sono le istituzioni europee e i governi (la Grecia ha verso l'Italia un debito da 40 miliardi di euro). Yanis Varoufakis domenica ha invece incassato l'appoggio della Francia. Il ministro delle Finanze del governo socialista, Michel Sapin, ha infatti precisato che la Francia è "più che disposta" a sostenere Atene, invitando a sottoscrivvere "nuovo contratto tra la Grecia e i suoi partner" europei. Oggi il ministro greco per le Finanze si è recato a Londra dove ha incontrato l'omologo George Osborne (Cancelliere dello Scacchiere), che ha definito la situazione di stallo della Grecia "il rischio maggiore per l'economia globale". Nel sottolineare che effettivamente l'Unione europea deve mettere a punto un piano migliore per la crescita, Osborne ha invitato però Atene ad agire in maniera responsabile. Intanto, Alexis Tsipras approda a Cipro dove chiede di "sostituire la Troika (BCE, FMI, UE, ndr) perchè l'Europa ha bisogno di prendere fiato", ricordando che "la Troika è stata criticata per la sua mancanza di legittimazione". Anche il Parlamento europeo, nel marzo 2014, ha condannato l'organizzazione della Troika per la sua "mancanza di controllo adeguato e di responsabilità democratica nel suo insieme". Da Berlino, però, arriva una immediata presa di posizione, con il portavoce di Angela Merkel che chiarisce come "nel governo non vi è alcuna indicazione al fatto che la Troika non debba essere mantenuta". Martedì 3 febbraio Alexis Tsipras sarà ricevuto a Roma, ma Matteo Renzi, in contatto costante con la Merkel, ricorda al premier greco che in questa fase serve "serietà, prudenza e responsabilità". L'intervento più "minaccioso" è però sicuramente arrivato da Erkki Liikanen, capo della banca centrale della Finlandia e commissario del consiglio direttivo della Banca centrale europea, che afferma che se la Grecia non attuerà più il programma di salvataggio la BCE non avrebbe più accettato obbligazioni-spazzatura del suo governo come garanzia. Il che farebbe collassare il sistema delle banche greche.

Intanto, però, i partiti anti-austerità in Europa guadagnano sempre più consensi. Dopo la vittoria di Syriza ad Atene gli occhi dell'UE sono puntati in Spagna, dove Podemos ha mostrato un paio di giorni fa tutta la sua forza elettorale per le strade di Madrid. Nel nord Europa, le istituzioni europee vengono attaccate da destra, mentre nel sud da sinistra. L'Italia, come sempre, si mostra come un Paese anomalo. Il MoVimento 5 Stelle, che appena nato ha conquistato nel 2013 il 25% dell'elettorato diventando il primo partito a livello nazionale, sarebbe potuto essere il nostro Syriza o Podemos, ma da allora ha disperso i suoi voti (e molti dei suoi parlamentari). Da qui l'ascesa della Lega Nord, con l'Italia unico Paese del sud Europa a veder avanzare un partito di destra per combattere l'austerità. Forse anche perché al governo c'è il PD di Matteo Renzi , e al Quirinale un ex DC della corrente demitiana.

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