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Negoziati Grecia, Tsipras: referendum per le richieste "fuori mandato"

Alexis Tsipras appare fiducioso sul fatto che si troverà trovato un accordo con i creditori internazionali entro il 9 maggio, cioè tre giorni prima della scadenza del pagamento del debito contratto con il Fondo monetario internazionale. Tsipras precisa però che per le richieste "fuori dal mandato" del suo governo potrà decidere solo il popolo greco, attraverso un referendum.

Dopo che l'Eurogruppo ha criticato il metodo del ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis nel portare avanti le trattative sul debito ellenico, il premier Alexis Tsipras ha proceduto ad un "rimpasto" nella squadra dei negoziatori, affiancando all'economista il viceministro per le Relazioni Economiche Internazionali Euclid Tsakalotos. Oggi, Tsipras si è detto fiducioso che si sarebbe trovato un accordo di fondo con i creditori internazionali entro il 9 maggio, cioè tre giorni prima della scadenza del pagamento del debito contratto con il Fondo monetario internazionale (FMI) di circa 750 milioni di euro (815,5 milioni di dollari). Il premier greco ha anticipato che le vendite di alcuni asset strategici farebbero parte delle concessioni offerte all'Europea, tra cui la vendita del porto del Pireo e un leasing di 14 aeroporti regionali. Tsipras ha quindi escluso che la Grecia andrà in default, ma ha anche aggiunto che la priorità per il suo governo è quella di pagare gli stipendi e le pensioni. Alexis Tsipras ha quindi ribadito che non può accettare alcune delle richieste avanzate dai creditori per prorogare il debito, poiché sono "fuori dal mandato" del governo. Tsipras ha quindi precisato che solo il popolo greco potrebbe avallare tali richieste, attraverso un referendum. Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem appare meno fiducioso di Tsipras, affermando che la Grecia "senza ulteriori prestiti, non ce la farà". In merito al referendum agitato dal premier greco, Dijsselbloem evidenzia solamente: "Costerebbe soldi, si creerebbe una grande incertezza politica, e non credo né che ci sia il tempo per organizzarlo né che i greci abbiano il tempo per pensarci".

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