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Schwazer: dopo squalifica 8 anni "non marcerò mai più, neanche un metro"

Dopo la sentenza del TAS che squalifica Alex Schwazer per 8 anni poiché trovato positivo, per la seconda volta, al doping, il marciatore 31enne altoatesino lascia Rio e assicura che non marcerà mai più nella sua vita.

"Continuerò a correre e pedalare. Non posso stare fermo, mi viene troppo da pensare. Marciare no: mai più, nemmeno per un metro". E' così che reagisce Alex Schwazer, a due giorni dalla sentenza del Tas che ha squalificato il marciatore altoatesino per 8 anni, pena che viene applicata ad un recidivo. Il Tribunale Arbitrale dello Sport non ha quindi avuto dubbi in merito alla positività di Alex Schwazer agli steroidi anabolizzanti (testosterone sintetico), anche se l'allenatore Sandro Donati, paladino dell'antidoping, continua ad ipotizzare un complotto ai danni del marciatore 31enne. Ed infatti Donati ricorda che "ci sono già due Procure, Bolzano e Roma, che indagano" sul caso della provetta esaminata due volte, con comunicazione tardiva e violazione dell'anonimato.

L'entourage di Schwazer assicura quindi che non si fermerà a questo giudizio ma ricorerrà sia all'esame del DNA, chiedendolo anche ad un giudice ordinario, sia alla Corte federale svizzera, ultimo grado di giudizio della giustizia sportiva. Fatto sta però che la sentenza del Tas impedirà ad Alex Schwazer di partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016, quelle che dovevano essere del riscatto dopo la positività all'Epo scoperta prima dei Giochi di Londra 2012.

"Nel 2012 è stato faticoso ma più facile" ammette in una intervista al Corriere della Sera Alex Schwazer, spiegando: "Ero colpevole, imbroglione, dopato." "Mi ha salvato la lotta per la verità che abbiamo iniziato con Sandro Donati. Ma abbiamo perso. - afferma amaramente - Lui continuerà a lottare, con tutto il mio appoggio. Io devo cambiare vita, subito".

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