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Doping, Tamberi: Schwazer non lo vogliamo in Nazionale. Tra pochi giorni i Mondiali di marcia a Roma

Gianmarco Tamberi, campione del mondo indoor di salto in alto, attacca su Facebook Alex Schwazer, che il 8 maggio parteciperà ai Mondiali di marcia a squadre di Roma per tentare di staccare un pass per le Olimpiadi ri Rio 2016. La squalifica del marciatore termina oggi, ma Tamberi attacca: "Vergogna d'Italia, squalificatelo a vita, la nostra forza è essere puliti, noi non lo vogliamo in Nazionale".

"Chi non ha mai pensato di doparsi almeno una volta?" aveva domandato Alex Schwazer dopo essere stato trovato positivo all'Epo prima delle Olimpiadi di Londra 2012. La risposta è arrivata anche via Facebook attraverso il gruppo "No, non ho mai pensato di doparmi" nel quale è intervenuto l'azzurro Gianmarco Tamberi, campione del mondo indoor di salto in alto. Alla vigilia della conclusione della squalifica del marciatore oro olimpico a Pechino 2008, che si esaurisce oggi, Tamberi infatti posta su Facebook: "Vergogna d'Italia, squalificatelo a vita, la nostra forza è essere puliti, noi non lo vogliamo in Nazionale".

La Federazione italiana di atletica leggera (Fidal) non commenta direttamente l'esternazione di uno dei suoi campioni ma lascia trapelare l'irritazione dei vertici impegnati ad organizzare i Mondiali di marcia a squadre, che Roma ha ereditato dopo l'esclusione della Russia da parte della Iaaf, in programma il 7 e 8 maggio e a cui parteciperà anche Alex Schwazer. Per il marciatore altoatesino è la prima chance per staccare un pass per le Olimpiadi di Rio 2016.

A Gianmarco Tamberi replica invece Sandro Donati, noto per le sue battaglie contro il doping e attuale allenatore di Alex Schwazer. "Si è messo nelle mani di un allenatore come me che non gli avrebbe fatto sconti e da quando l'ho cominciato a seguire l'abbiamo sottoposto ad una raffica di controlli. Altri controlli li hanno fatti la Iaaf e il CONI. Una media di uno ogni 6-7 giorni. A questo punto ci vuole rispetto e quindi direi che questo attacco qualifica chi lo fa e chi lo ha provocato" sottolinea Donati a Radio Capital, aggiungendo: "Qui non abbiamo eliminato solo il doping e questo è ovvio. Alex ha eliminato integratori, anti asmatici per un asma che non aveva, tutte cose che prima venivano concesse da gente compiacente che gli stava intorno e quindi ho l'impressione che questo dia fastidio. E' una storia di rottura, un'atletica vera, pulita che dimostra di saper ottenere dei risultati. È questo che dà fastidio a persone che sono vissute nella corruzione".

Tenta di chiudere le polemiche il presidente del CONI, Giovanni Malagò, che sottolinea: "Se uno ruba e poi c'è una sentenza, alla fine della pena torna in libertà e può tornare a fare quel che faceva prima, perché nella società c'è un percorso di riabilitazione. Ed è quello che è successo con Schwazer".

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