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Del Piero ha ancora "il fuoco dentro", ma solo per la sua Juve

Del Piero ha ancora tanta voglia di giocare. "Pinturicchio" è tornato a parlare dopo il "prepensionamento" in occasione di un evento targato Adidas, mostrando la volontà di aiutare il progetto Juve nonostante le tante panchine rimediate finora. "Dentro di me ho ancora il fuoco" ha detto il campione di Conegliano che promette di continuare a giocare "fino a 42 anni...".

Alessandro Del Piero raccoglie le parole di Roberto Mancini dei giorni scorsi, ma solo in parte. Il tecnico del Manchester City aveva parlato della bandiera della Juventus invitandolo a divertirsi e, magari, cercarsi una squadra in Inghilterra dove chiudere la sua carriera. Del Piero, in occasione di un evento targato Adidas, è tornato a parlare del suo futuro, mostrando ancora tanta voglia di giocare, ma principalmente per il suoi tifosi bianconeri. Spesso rilegato in panchina nella nuova Juve di Antonio Conte, "Pinturicchio" dimostra di sentirsi ancora parte integrante di quella squadra che ha sposato dal lontano 1993, senza mai lasciarla. "Il futuro è sabato, non voglio pensare a cosa accadrà da giugno in poi" ha detto Del Piero con parole da campione indiscusso. Poi precisa di voler soltanto godersi "ogni singolo momento con la Juventus da qui alla fine: e poi vedremo cosa accadrà". Parlare del presente è quindi un imperativo per Del Piero che aggiunge: "Sono strafelice per il nostro momento, ma è innegabile che in panchina si soffre perché dentro di me ho ancora il fuoco", ha confessato Del Piero senza usare mezzi termini. Poi una battuta per chi lo crede, a 37 anni compiuti, un giocatore finito: "Molti hanno strabuzzato gli occhi quando ho detto che avrei giocato fino a 40 anni, così mi sono ricreduto: continuerò fino a 42...". Certo è che il fatto di giocare poco per un giocatore abituato ad essere leader e protagonista è un immaginabile problema, ma Del Piero affronta la questione sottolineando lo spirito di gruppo: "L'impegno di chi si è visto poco o mai è eccezionale e fondamentale. E' una fonte di energia incredibile, uno stimolo per chi gioca, perché sa che non può sgarrare. Questo è un aspetto molto importante, al di là di Conte, di Del Piero o di chiunque altro".

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