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Omicidio Garlasco, Cassazione: nuovo processo per Alberto Stasi, annullata assoluzione

Per l'omicidio Garlasco, la Cassazione ha oggi deciso che Alberto Stasi deve tornare davanti a nuovi giudici di Appello. Nonostante il fidanzato di Chiara Poggi, unico indagato per il delitto, sia stato assolto in primo e secondo grado, la Cassazione ha annullato la sentenza della Corte di Appello. Processo da rifare.

Alberto Stasi dovrà tornare davanti ad una nuova sezione della Corte di Appello di Milano per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, la ragazza uccisa nel 2007 nella sua villetta di Garlasco. Dopo la requisitoria di ieri pg Roberto Aniello, questa mattina la Cassazione accoglie il ricorso della famiglia di Chiara Poggi, annullando la sentenza di secondo grado e stabilendo un nuovo processo a carico di Alberto Stasi. "Siamo contenti perché le nostre richieste hanno trovato una conferma autorevole dalla Cassazione" spiega l'avvocato della famiglia Poggi, Francesco Compagna, sottolineando che "la sentenza di oggi conferma la fondatezza dell'esigenza di fare nuovi accertamenti, vedremo se saranno verificati elementi sufficienti a carico di Stasi della sua colpevolezza. Vedremo cosa accadrà nel nuovo processo". Sconcerto invece per Alberto Stasi, che questa mattina non si è presentato in Cassazione, pur essendo a Roma. Alberto Stasi, infatti, è stato assolto per l'omicidio di Garlasco sia in primo grado che in secondo grado. Il suo avvocato, Fabio Giarda, racconta la reazione di Alberto Stasi appena appresa la notizia dell'annullamento della sentenza di Appello: "E' dispiaciuto, non capisce il perché di questo verdetto". L'avvocato difensore di Alberto Stasi aspetta di "leggere le motivazioni" della sentenza di Cassazione prima di commentarla, perché "bisognerà vedere se la Cassazione ha accolto i motivi di ricorso o se ha solo accettato le richieste di rinnovazione". La famiglia di Chiara Poggi ha infatti depositato il ricorso in Cassazione per chiedere in particolare che venga effettuato l'esame del capello ritrovato in una mano di Chiara Poggi, per esaminare una bicicletta della famiglia Stasi mai sequestrata ed infine per ripetere la perizia di parte che dimostrava come Alberto Stasi avrebbe potuto evitare di sporcare le sue scarpe con il sangue che era disseminato un po' in tutta la villetta di Garlasco.

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