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Alberto Stasi: Cassazione conferma condanna a 16 anni. Ma il delitto rimane senza movente

Nonostante la richiesta del procuratore generale, che chiedeva l'annullamento con rinvio ed ipotizzava anche l'assoluzione, i giudici della Cassazione hanno confermato la condanna a 16 anni per Alberto Stasi, reo di aver ucciso nel 2007 la fidanzata Chiara Poggi. Rimane però il mistero del movente.

Nonostante la richiesta del procuratore generale, che chiedeva l'annullamento con rinvio ed ipotizzava anche l'assoluzione, i giudici della Cassazione hanno confermato la condanna a 16 anni per Alberto Stasi, 31 anni commercialista. La Suprema Corte non sembra aver trovato vizi della sentenza d'appello bis, che condannava Stasi (dopo due precedenti assoluzioni) per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto 13 agosto del 2007 all'interno della villetta di Garlasco dove abitava con i genitori. La Cassazione ha infatti rigettato i ricorsi presentati dalla Procura generale di Milano e dall'imputato, ma la difesa di Alberto Stasi anticipa che dopo aver letto le motivazioni si riserva il diritto di chiedere la revisione del processo. Dopo la sentenza, Alberto Stasi si è costituito ed è stato portato nel carcere milanese di Bollate. Per i genitori di Chiara Poggi "giustizia è stata fatta", ammettendo: "Dopo le parole del procuratore eravamo un po' pessimisti. Forse sarà un Natale diverso, dopo questa sentenza proviamo sollievo. Ma non si può gioire per una condanna. E' una tragedia che ha sconvolto due famiglie. Alberto era come un figlio". Se la Cassazione dà certezza sull'assassino di Chiara Poggi lo stesso non si può dire in merito al movente del delitto. Nella sentenza di appello bis si ipotizza che per Alberto Stasi la fidanzata era diventata una "figura ingombrante e inutile" soprattutto perché avrebbe scoperto le perversioni del giovane. Nel computer, infatti, Alberto Stasi aveva numerose foto pornografiche. Ma il pg aveva evidenziato che "la logica ci viene in soccorso e impone di escludere l'insostenibile ipotesi secondo la quale per evitare che la sua fidanzata rendesse nota la passione per la pornografia decidesse di ucciderla costituendosi come alibi proprio quel pc pieno di immagini pornografiche consegnato la mattina dopo ai carabinieri". Nessuno quindi per il momento è a conoscenza del perché Chiara Poggi fu uccisa, tranne il suo assassino.

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