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Timbuctù: al-Qaeda del Maghreb distrugge mausolei, patrimonio UNESCO

Gli islamici di Ansar Dine, legati ad Al Qaida nel Maghreb, hanno distrutto, muniti di scalpelli e picconi, almeno 3 dei mausolei di Timbuctù, antica città del Mali dichiarata nel 1988 Patrimonio dell'Unesco. In pericolo.

Gli islamici di Ansar Dine, legati ad al-Qaeda nel Maghreb, dopo il colpo di Stato avvenuto a marzo per cercare di instaurare uno Stato islamico fondato sulla sharia in tutto il Paese, hanno distrutto, secondo diverse testimonianze, almeno tre dei 16 mausolei di Timbuctù, antica città del Mali situata a pochi chilometri a nord del fiume Niger.
Timbuctù è una città dall'inestimabile patrimonio artistico-culturale, proposta come una delle sette meraviglie moderne e dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1988, e dalla stessa organizzazione riconosciuta come "in pericolo" da pochi giorni.
Secondo uno dei testimoni, le distruzioni dei mausolei sarebbero proprio una risposta alla decisione presa dall'UNESCO perché, l'accuserebbero gli islamici di Ansar Dine, rea di "mischiarsi nei loro affari".
E così, il gruppo legato all'al Qaeda nel Maghreb hanno mostrato "di cosa sono capaci", ed un testimone racconta, per esempio, che alcuni di questi, muniti di scalpelli e picconi, si sarebbero riuniti al cimitero di Djingareyber, a sud di Timbuctù, dove si trovano appunto tre mausolei.
"Questa è una notizia tragica per noi tutti" ha dichiarato Alissandra Cummins, presidente del comitato esecutivo dell'Unesco, chiedendo "a tutti quelli impegnati nel conflitto di esercitare la loro responsabilità".
Dall'altra parte il Mali ha rivolto un appello alle Nazioni Unite affinché si mobiliti dopo la "distruzione criminale" dei mausolei.
"Il Mali esorta l'ONU a prendere misure concrete per porre fine a questi crimini contro il patrimonio culturale della popolazione" sottolinea tra le lacrime la ministra delle Arti, del Turismo e della Cultura, Diallo Fadima, nel corso di una riunione dell'Unesco in corso a San Pietroburgo.
"Metteremo in atto tutto quanto necessario per identificare gli autori di tali attacchi e portarli davanti agli organi giudiziari competenti" promette il governo del Mali, specificando che le distuzioni compiute dal gruppo di Ansar Dine "non hanno niente a che vedere con l'Islam, religione di pace e tolleranza".

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