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SOI: commissariare Aifa, ha avallato tesi falsa di Roche e Novartis

Matteo Piovella, Presidente Società Oftalmologica Italiana, afferma che "avvallato la tesi falsa sostenuta da Roche e Novartis circa la pericolosità di Avastin" e chiede un "commissariamento" dell'Agenzia italiana per il farmaco, visto che oggi l'Antitrust ha multato Roche e Novartis per 180 milioni di euro "per un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista: Avastin e Lucentis".

L'istruttoria all'Antitrust che si è chiusa oggi con la multa ai danni di Roche e Novartis per 180 milioni di euro "per un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista: Avastin e Lucentis" è stata avviata nel febbraio 2013 dopo le segnalazioni ricevute da Aiudapds, un'associazione di cliniche private, e la SOI-Società Oftalmologica Italiana. Il dottor Matteo Piovella, Presidente Società Oftalmologica Italiana, in una nota sottolinea quindi che "la pronuncia dell'Antitrust rimette le cose a posto su chi ha competenza tecnico scientifica sulla valutazione dell'efficacia dei farmaci utilizzati per curare i pazienti. - chiarendo - La SOI fin dal 2007 ha dimostrato e diffuso la certificazione di equivalenza sia per sicurezza che per efficacia terapeutica dei due farmaci per la cura delle maculopatie Avastin e Lucentis. Nonostante oggi l'Agenzia italiana per il farmaco definisce quella dell'Antitrust una "sentenza storica per tutta l'Europa", Piovella della Società Oftalmologica Italiana sottolinea come invece l'Aifa abbia "avvallato la tesi falsa sostenuta da Roche e Novartis circa la pericolosità di Avastin" perché "di fatto da un anno le azioni di Aifa hanno bloccato l'utilizzo di Avastin in Italia che prima era utilizzato nel 90% dei casi". La SOI chiede quindi "a gran voce un commissariamento di Aifa per ripristinare la piena legittimità di utilizzo di Avastin sul territorio nazionale così come avviene in tutto il mondo USA, Germania e Giappone inclusi. - aggiungendo - Lo dobbiamo ai 100.000 pazienti che oggi sono esclusi dalle cure a causa dell'impossibilità degli ospedali italiani a rifornirsi di Lucentis".

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