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Redditometro ma anche spesometro: codice fiscale per acquisti di lusso

Oltre al nuovo redditometro, arriva anche uno spesometro nuovo di zecca, che obbligherà a consegnare il proprio codice fiscale al rivenditore per acquisti superiori a 3.600 euro, che verrà trasmesso in via telematica all'Agenzia delle Entrate.

Al governo non bastava l'aggiornamento del redditometro, e il fatto che a breve l'Agenzia delle Entrate avrà "accesso diretto ai conti correnti bancari", come spiega Attilio Befera, a capo anche di Equitalia (leggi ...).
Entra a regime anche lo spesometro 2012, nato per monitorare meglio l'evasione fiscale. In poche parole, per ogni acquisto superiore ai 3.600 euro (da rammentare che oltre la soglia dei 1.000 euro non è già più possibile pagare in contanti) ci sarà l'obbligo di fornire al rivenditore il proprio codice fiscale, che verrà tramesso in via telematica all'Agenzia delle Entrate.
Un controllo ulteriore per monitorare maggiormente le differenze tra dichiarazioni dei redditi e spese effettuate dai cittadini, in particolare quelli senza partita IVA. I dati acquisiti dallo spesometro saranno archiviati in una banca dati, che effettuerà incroci con altre informazioni (quelle del redditometro, per esempio) contenute nell'Anagrafe tributaria. Se l'algoritmo registrerà "anomalie", scatteranno i controlli.

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