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Redditometro 2013: Tremonti lancia gli "strumenti difensivi"

Il Redditometro 2013 può essere "impugnato davanti al TAR del Lazio, per essere annullato, in quanto lede interessi generali" e può "inoltre essere disapplicato dalle Commissioni Tributarie, su ricorso di un qualsiasi contribuente che sia stato raggiunto da un avviso di accertamento avente come suo atto presupposto proprio il Redditometro Monti". Questi i primi strumenti "anti redditometro" suggeriti da Giulio Tremonti.

Giulio Tremonti, in piena campagna elettorale e nella divisione dicotomica del mondo in "noi" e "loro" si scaglia contro il Redditometro di Mario Monti, ovvero il Redditometro 2013 (e non 2012). Per capire il Tremonti pensiero basta andare sul sito della sua Lista 3L (lista lavoro libertà) e leggere il banner (a rotazione) dove NOI (Tremonti e i suoi) e LORO (i vari Monti) sono naturalmente agli antipodi. Per questo Giulio Tremonti non vuole assolutamente che il "suo" Redditometro 2012 sia confuso con il Redditometro 2013 di Mario Monti, scrivendo in una lettera al Corriere della Sera: "Non solo non ho adottato nessun decreto applicativo contenente le 'cento voci' di redditometro, ma comunque non avrei firmato un decreto del tipo di quello di Monti, esteso a così vasto spettro, basato su statistiche di massa, di riflesso così intrusivo".

Tremonti spiega ancora nella lettera che "a partire dal marzo 2013 cambierà infatti e significativamente e non positivamente la vita di milioni di italiani, con effetti depressivi addizionali sulla nostra economia. Se il governo non ha il coraggio di assumersi la propria responsabilità nella fabbricazione della bomba, potrebbe almeno avere il coraggio di ritirare il decreto ministeriale di Natale". Sul suo sito Giulio Tremonti spiega quindi la genesi del "nuovo redditometro" montiano. "Il nuovo Redditometro è stato introdotto dal Governo Monti (un governo già dimissionario), il 24 dicembre 2012, con un Decreto Ministeriale (DM) del 24 dicembre (la vigilia di Natale) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio 2013. Un DM, quello di Natale, che non aveva una scadenza prefissata e che non doveva riempire alcun vuoto normativo, essendo comunque ancora in vigore il vecchio Redditometro. Per il prossimo mese di marzo, sono state annunciate le prime lettere di contestazione ai contribuenti".

Ma Giulio Tremonti, dal sito di 3L propone alcuni metodi per disinnescare l'ordigno depressivo. Al Redditometro 2013 e alle sue 100 voci di spesa organizzate in sette "bibliche" categorie Tremonti oppone delle contromosse chiamate: "Strumenti difensivi anti 'redditometro' - DM Monti". "Il DM Monti può essere impugnato davanti al TAR del Lazio, per essere annullato, in quanto lede interessi generali", si legge ad esempio nel sito. "Può inoltre essere disapplicato dalle Commissioni Tributarie, su ricorso di un qualsiasi contribuente che sia stato raggiunto da un avviso di accertamento avente come suo atto presupposto proprio il Redditometro Monti". Giulio Tremonti approfondisce uno strumento anti 'redditometro' in particolare: "Esistono infatti rilevanti motivi di illegittimità del DM Monti, per contrasto con principi costituzionali, contrasto che può essere fatto valere, si ripete, tanto davanti al TAR Lazio, quanto davanti alle Commissioni Tributarie. Motivi che si possono sintetizzare come segue: a) irragionevolezza, in relazione all'art. 3 Cost. (e connesso eccesso di potere); b) violazione del principio di capacità contributiva, in relazione all'art. 53 Cost.; c) violazione del diritto di difesa, in relazione all'art. 24 Cost.".

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