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Amministrative, AGCOM richiama Berlusconi e multa TG1 di 100mila euro

L'Agcom effettua un ennesimo richiamo per ristabilire la par condicio in televisione, che pende troppo da una parte, e multando per questo il TG1 di Augusto Minzolini. Ma tutto sembra vano. Berlusconi diffonde in rete un videomessaggio e il TG1 lo manda in onda.

Sia il TG1 che Silvio Berlusconi non sembrano preoccuparsi troppo dell'ennesimo richiamo del Agcom, visto che ieri non solo il premier ha diffuso un nuovo videomessaggio ma questo è andato in onda anche sul telegiornale di Rai 1 di Augusto Minzolini. La par condicio sulle televisioni dovrebbe essere rispettata di buona norma tutto l'anno, e naturalmente deve essere rigorosa in particolar modo durante i periodi pre-elettorali, come le amministrative che si svolgeranno il prossimo 15 e 16 maggio. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è questa volta intervenuta dopo aver esaminato "gli esposti presentati e i dati del monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla penultima settimana di campagna elettorale (1-7 maggio)". Tra questi esposti anche quello del PD, che denunciava la troppa presenza di Silvio Berlusconi in televisione. L'Agcom ha quindi rilevato che "i telegiornali presentano ancora qualche squilibrio nel tempo di parola (criterio prevalente di valutazione) e nel tempo di notizia" e per questo, considerando anche "l'imminenza del voto" impartisce "un preciso ordine di immediato riequilibrio nel senso che tutte le edizioni dei telegiornali, comprese quelle principali, nelle ultime tre giornate di campagna elettorale (11, 12 e 13 maggio) devono realizzare il completo equilibrio tra le forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione, sia nel tempo di parola che in quello di notizia, recuperando gli squilibri verificatisi nelle settimane precedenti". Inoltre l''Autorità per le garanzie nelle comunicazioni "ricorda che – ai sensi dell'art. 1 della legge n. 515-93 - a tutti i candidati, qualunque sia il ruolo istituzionale rivestito, non può essere dedicato un uso ingiustificato di riprese con presenza diretta e che, fino alla chiusura delle operazioni di voto, la loro presenza è ammessa solo nelle trasmissioni informative ricondotte sotto testata giornalistica". L'Agcom sottolinea inoltre che "il tempo dedicato agli esponenti del Governo deve essere riferito solo alla loro funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l'imparzialità dell'informazione. Ciò vale, in particolare, per il Presidente del Consiglio, il quale è anche capolista nelle elezioni comunali a Milano". Il passaggio è chiaro e diretto, eppure ancora ieri il Presidente del Consiglio si presentava a tutti gli italiani per dire che "le elezioni del 15 e 16 maggio sono elezioni amministrative ma dobbiamo vincerle non solo per portare il buon governo nei comuni e nelle provincie, ma anche e soprattutto per confermare e rafforzare il nostro governo sul piano nazionale" e affermare che saremo "tutti meno liberi se la sinistra ritornasse al potere", parlando da una scrivania con dietro, sulla sinistra per chi guarda, la bandiera dell'Italia e quella dell'Europa e a destra il logo del Popolo della libertà, tanto che il ruolo istituzionale da quello partitico sembrano ormai essere "mediaticamente" confusi. L'Autorità rende quindi noto di aver applicato al TG1 "una sanzione di 100.000 euro, per l'inadeguata osservanza dell'ordine e dei richiami rivoltigli in precedenza" e di aver invitato Sky, a seguito degli esposti presentati dall'UDC, "a rispettare, nei confronti tra candidati sindaci e nella rappresentanza delle forze politiche, il principio di effettiva parità di trattamento e di pari opportunità di ascolto e visibilità". Questa volta, però l'Agcom non si limita ad avvisare le parti, sottolineando che "in via eccezionale e straordinaria, gli ordini impartiti saranno attentamente verificati dall'Autorità attraverso un monitoraggio giornaliero" avvisando che "in caso di inottemperanza dell'ordine, tenuto conto dei richiami già rivolti, saranno applicate, senza ulteriore preavviso, le sanzioni pecuniarie previste dalla legge". Come a voler sottolineare che sono stati effettuati sull'argomento già abbastanza ammonimenti. L'Agcom impone inoltre le le testate a "pubblicare un avviso recante l'informazione sull'avvenuta violazione e sulla conseguente sanzione".

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