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Agcom multa TG. Minzolini esterrefatto, Fede: offesa autonomia stampa

L'Agcom sanziona Rai e Mediaset per il "messaggio a reti quasi unificate", come lo chiama l'opposizione, di Silvio Berlusconi al TG1, TG2, TG4, TG5 e Studio Aperto. Augusto Minzolini di dice "esterrefatto" mentre Emilio Fede parla di "un'offesa gravissima all'autonomia dei giornalisti e dei direttori".

Il direttore del TG1 Augusto Minzolini si dice assolutamente "esterrefatto" per le sanzioni deliberate dall'Agcom e comminate al suo telegiornale come al TG2, TG4, TG5 e Studio Aperto (Italia 1). L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha infatti deciso di infliggere al TG1 e al TG4 "la sanzione nella misura massima prevista dalla legge (258.230 euro), in quanto recidivi" mentre "sanzioni di 100mila euro ciascuno a TG2, TG5 e Studio Aperto". Augusto Minzolini afferma però che la decisione dell'Agcom avrebbe "messo da parte il criterio giornalistico" mentre ne sarebbe stato "introdotto un altro dai contorni confusi che non è neppure quello della par condicio, visto che - sottolinea - l'equilibrio in tv era assicurato dalla natura e dai tempi delle presenze dei politici dell'opposizione". Minzolini, infatti, è "esterrefatto" perché l'Agcom ha multato quelle TV solo perché "hanno fatto un'intervista al premier che non parlava dal giorno delle elezioni". Anche Emilio Fede, direttore del TG4 parla di "un'offesa gravissima all'autonomia dei giornalisti e dei direttori", affermando che la decisione dell'Autorità sarebbe solo una "intimidazione di natura politica", tanto da essere per questo "furibondo". Emilio Fede sottolinea che sarebbe infatti "in atto una strategia precisa per impedire a Milano la vittoria del candidato del Pdl" concludendo di essere "di fronte a una palese, metaforicamente parlando, disonestà politica". Anche Clemente Mimun, direttore del TG5, e Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto, sono più o meno dello stesso avviso. Mimun parla di "pesante intimidazione" affermando come sia "assolutamente paradossale" il fatto che "intervistare il leader del partito di maggioranza relativa, nonché presidente del Consiglio, per commentare i risultati del primo turno delle amministrative, possa portare ad una sanzione da parte di un organismo di garanzia", mentre Toti afferma che il "pronunciamento di oggi dell'Authority cancella di fatto l'autonomia delle redazioni e quindi la libertà di stampa" perché "giornalisticamente era impossibile rinunciare a quell'intervista". E mentre il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, precisa che le sanzioni decise seguono "una valutazione strettamente giuridica e nessuna valutazione politica", qualcuno dall'opposizione si starà forse domandando quando anche altre testate giornalistiche avranno la possibilità di intervistare Berlusconi, visto che probabilmente tanti giornalisti avranno in mente molte altre domande da porgli.

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