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Agcom e pirateria internet: petizione e lettera aperta a Boldrini e Grasso

L'Agcom starebbe per varare, entro l'estate, un nuovo regolamento 'contro la pirateria' su internet", dopo aver ascoltato "a porte chiuse", i principali esponenti dell'industria del copyright. Diverse Associazioni, tra cui il Partito Pirata, inviano quindi all'Agcom, a Laura Boldrini e Pietro Grasso una lettera aperta per chiedere che venga rispettato "il ruolo del Parlamento". E lanciano una petizione online.

Comincia a girare in rete, e non solo, la voce sempre più insistente che "l'Agcom farà entro l'estate, senza bisogno del Parlamento, un nuovo regolamento 'contro la pirateria' su internet" come riporta l'Espresso del 3 maggio, sottolineando che questo sarebbe un "impegno che ora il presidente Angelo Cardani dell'Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) si è preso nel corso di una riunione a porte chiuse con i principali esponenti dell'industria del copyright, il 30 aprile". L'Espresso spiega di aver potuto "leggere il verbale della riunione" a cui hanno partecipato Marco Polillo e Fabio Del Giudice (Confindustria Cultura) e Stefano Parisi e Roberto Bedani (Confindustria Digitale). Verbale che diverse personalità ed Associazioni, tra cui il Partito Pirata, vorrebbero "che venga reso pubblico, in forma integrale", come chiesto nella lettera aperta diretta non solo all'Agcom ma anche a Laura Boldrini e Piero Grasso, Presidente di Camera e Senato.

Nella lettera aperta, a cui si affianca una petizione, si legge come "L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni si appresta ad adottare un regolamento con cui sanzionare le violazioni del diritto d'autore on line, nonostante sia emersa con chiarezza, nei mesi scorsi, l'incompatibilità dell'intervento di una autorità amministrativa con il rango penale dei reati che si vorrebbe perseguire ed il potenziale vulnus costituzionale di alcuni degli interventi proposti" e ricorda che "era stato proprio il precedente presidente dell'Autorità, Corrado Calabrò, ad archiviare siffatto Regolamento sulla base, tra le altre, delle molteplici perplessità espresse dalla Commissione europea sul testo proposto e della mancata adozione da parte del Legislatore di una revisione del quadro normativo, a partire dalla stessa legge che tutela il Diritto di Autore".

Le Associazioni aderenti alla petizione sottolineano quindi che qualora i sommari resoconti emersi a valle di un incontro tra Angelo Cardani con, tra l'altro, un rappresentante di Confindustria Sistema Cultura, trovassero conferma, allora si dovrebbe "presumere che, evidentemente, in qualità di nuovo Presidente, Ella non ritiene che il Parlamento debba occuparsi della vicenda e pretende che l'Autorità si sostituisca ad esso". Nella lettera aperta, si precisa come "le scriventi Associazioni sono da sempre strenue sostenitrici della stretta legalità e si impegnano quotidianamente per far si che questo avvenga anche nel mercato dei contenuti digitali" ma che "l'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, sebbene più volte sollecitata (...), non ha tuttavia ancora effettuato alcuno Studio indipendente sui cosiddetti danni da pirateria digitale nel nostro Paese, come invece effettuato di recente dalla Commissione Europea attraverso il Joint Research Centre" che "ha esaminato nel dettaglio il settore che la stessa Autorità intende regolare con risultati a dir poco in controtendenza rispetto alle tesi promosse dai detentori dei diritti d'autore".

Nella lettera aperta indirizzata ad Angelo Cardani, Laura Boldrini e Pietro Grasso, viene quindi chiarito che "oltre alla carenza di legittimazione in capo all'Autorità e ai rischi da più parti ampiamente documentati circa gli effetti deleteri sulla libertà d'espressione in Rete e sugli utenti, l'emanando Regolamento appare pertanto inficiato dalla assoluta carenza di una preventiva analisi di impatto in termini di costi e benefici, cosa che una Autorità indipendente come l'AGCOM non può e non deve permettersi".

Infine, le Associazioni aderenti alla petizione chiedono all'Agcom, oltre alla pubblicazione del verbale redatto nel corso "riunione a porte chiuse" come descritta da l'Espresso, "di rispettare il ruolo del Parlamento e di non procedere in assenza della determinazione del solo organo deputato ad assumere decisioni in una materia così delicata, il cui impatto sulla libera circolazione delle informazioni e dei contenuti è di tutta evidenza" e di "voler sentire in una Audizione pubblica, le sottoscritte Associazioni, nel termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, al fine di raccogliere elementi utili alla valutazione dell'opportunità di procedere all'adozione del suddetto regolamento".

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