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Agcom: app come WhatsApp paghi uso rete telefonica. In cambio potrà succhiare il credito

L'Agcom lancia la proposta di tassare le app di comunicazione sociale quali WhatsApp, Facebook Messenger, Skype e Telegram perché sfruttano per i loro servizi i numeri di telefono che le società di telecomunicazioni (come Telecom). In cambio però le app protranno succhiare il credito telefonico degli italiani.

L'Agcom lancia la proposta di "tassare" le app di comunicazione sociale. In sostanza, l'idea sarebbe quella di imporre una imposta a servizi come WhatsApp, Indoona, iMessage, Facebook Messenger, Skype, Telegram, Viber e tanti altri non solo perché sfruttano per i loro servizi i numeri di telefono che le società di telecomunicazioni (come Telecom) assegnano ai loro clienti, dopo averli acquistati dallo Stato. Ma l'Agcom non si ferma qui. Nell'Indagine conoscitiva concernente lo sviluppo delle piattaforme digitali e dei servizi di comunicazioni elettronica viene pensato anche di imporre agli sviluppatori delle app un "obbligo a negoziare" con le società di Tlc perché sono queste che hanno costruito l'infrastruttura per far passare le reti internet, anche se è bene ricordare non in tutta Italia, visto che nel Paese c'è ancora nel 2016 un impressionate digital divide tra città e città. In cambio però, ipotizza ancora l'Agcom, le app protranno succhiare il credito telefonico degli italiani.

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