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MSF Kunduz: ospedale bombardato per "proteggere forze alleate USA"

Il generale John Campbell, comandante delle forze USA in Afghanistan, dichiara che l'ospedale di MSF a Kunduz, in Afghanistan, è stato bombardato per "proteggere le forze USA". Versione che "equivale all'ammissione di un crimine di guerra" come ha già ribadito Medici senza Frontiere.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama assicura che il Pentagono sta svolgendo "un'indagine approfondita" sul bombardamento dell'ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz, in Afghanistan, ma finora le spiegazioni fornite dai suoi generali sembrano avallare l'accusa lanciata dall'organizzazione umanitaria, e cioè che la NATO ha commesso un vero e proprio "crimine di guerra". Parlando con i giornalisti, il generale John Campbell, comandante delle forze USA in Afghanistan, dichiara che l'ospedale di MSF è stato "colpito accidentalmente" dopo che le forze afghane hanno chiesto il supporto aereo dei militari americani. Campbell spiega quindi che, stando ai rapporti iniziali sull'incidente, l'attacco aereo è stato lanciato per proteggere le forze alleate con gli USA. "Abbiamo saputo che il 3 ottobre le forze afghane erano attaccate da posizioni nemiche e per questo hanno chiesto il supporto aereo da parte delle forze americane" rende noto il generale Campbell, aggiungendo: "Un attacco aereo è stato poi lanciato per eliminare la minaccia dei talebani, e molti civili innocenti sono stati accidentalmente ha colpiti".
La versione stelle e strisce differisce però completamente da quella fornita da Medici Senza Frontiere che precisa: "Nemmeno una persona del nostro staff ha riferito di combattimenti nel compound dell'ospedale di MSF prima del bombardamento aereo di sabato mattina". Le parole di Campbell sembrano inoltre confermare il fatto che "le forze afghane e statunitensi congiuntamente hanno deciso di radere al suolo un ospedale completamente funzionante - con più di 180 tra dipendenti e pazienti - perché sostengono che dei talebani erano presenti" con MSF che sottolinea: "Ciò equivale all'ammissione di un crimine di guerra. E contraddice completamente i tentativi iniziali del governo degli Stati Uniti di far passare l'attacco come un 'danno collaterale' ". Medici Senza Frontiere chiede quindi che venga "avviata un'investigazione completa e trasparente sull'accaduto, condotta da un ente internazionale indipendente".

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