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Fini a Zaia: sacrificio caduti in Afghanistan non sia vano

Nei giorni scorsi Luca Zaia, governatore del Veneto, ha sottolineato che le truppe italiane dovrebbero ritirarsi dall'Afghanistan perché si starebbe "trasformando in un nuovo, tragico Vietnam". Fini risponde indirettamente affermando che "quel sacrificio" non deve essere "vano".

Nei giorni scorsi Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, ha più volte affermato che sarebbe ora che le truppe italiane si ritirassero dall'Afghanistan, dopo l'uccisione dei quattro alpini.
"In ogni vicenda c'è un inizio ma deve esserci anche una fine" affermava portando il cordoglio ai familiari dei caduti, sottolineando che ciò dovrebbe valere anche "per la missione di pace in Afghanistan che si sta trasformando per il nostro Paese in un nuovo, tragico Vietnam". Pochi giorni dopo intervistato da Maurizio Belpietro a Mattino Cinque Zaia conferma tale opinione spiegando che essendo in Afghanistan "ormai da 9 anni con le altre forze militari per catturare Bin Laden" si ha "a che fare con una guerriglia quotidiana e perdite di vita umane" tanto che per il governatore del Veneto il ritiro dovrebbe avvenire "prima" anche del 2011, come prospetterebbe La Russa.
"Quella del Presidente Zaia era una dichiarazione fatta a titolo personale e credo la politica italiana non ne abbia tenuto conto e abbia fatto bene a non tenerne conto" risponde invece il Presidente della Camera Gianfranco Fini a Fabio C. Fioravanzi in un'intervista che andrà in onda stamattina ad Antennatre Nordest.
"Oggi non c'è il rischio di una crisi di governo sulla politica estera. Va dato il massimo rispetto al sacrificio dei nostri caduti in Afghanistan", continua Fini spiegando però che "non si tratta di ritirare quel contingente, ma di fare in modo che quel sacrificio non sia vano".

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