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Afghanistan: soldato USA uccide 16 civili. A rischio negoziati

Un soldato USA ha fatto una strage di civili a Panjwai della provincia di Kandahar (Aghanistan), uccidendo 16 persone, di cui 9 bambini e 3 donne. Qualcuno ipotizza che possano essere stati invece un gruppo di militari americani, mentre si teme una battuta d'arresto in merito ai negoziati che i due Paesi stanno portando avanti.

Strage di civile in Afghanistan, per mano di uno o più soldati dell'esercito degli Stati Uniti. L'ipotesi che sta prendendo maggiormente piede è che "l'atto disumano e intenzionale", come lo definisce il presidente afghano Hamid Karzai, sia stato perpetrato da un solo militare, che entrando in tre diverse case rurali situate nel distretto di Panjwai della provincia di Kandahar (nel sud dell'Aghanistan) ha aperto il fuoco contro dei civili e poi ha cercato di appiccare il fuoco. In tutto le vittime sarebbero 16, di cui 9 bambini e 3 donne.
La carneficina riaccende il timore per una nuova ondata di ostilità verso gli americani, come già successo dopo che un Corano era stato bruciato in una base USA poche settimane fa. Inoltre, tale gravissimo fatto è solo l'ultimo di una serie che vede l'esercito degli Stati Uniti protagonista di episodi "scandalo", come quello dei marines ripresi in un video che facevano la pipì su tre cadaveri (http://is.gd/TQTl00). A questo si somma il fatto che la carneficina è avvenuta due giorni dopo un episodio in provincia di Kapisa, in Afghanistan orientale, dove alcuni elicotteri della NATO ufficialmente a caccia di ribelli talebani hanno invece sparato su un gruppo di civili, uccidendone 4 e ferendone altri 3. Sabato, infatti, a Kapisa hanno manifestato in segno di protesta ben 1200 persone.
A seguito di così tanti avvenimenti tragici ravvicinati, ufficiali afghani hanno quindi cominciato a mettere in dubbio la capacità del personale della NATO a svolgere la missione che gli è stata affidata.
- Ad uccidere un soldato o un gruppo di militari? Un portavoce della NATO ha confermato che l'esercito avrebbe già in custodia "un uomo", sottolineando che al momento non avrebbe dati per ipotizzare che il raid potrebbe essere stato compiuto invece da un gruppo di militari.
L'ambasciata americana a Kabul, comunque, attraverso una dichiarazione promette che "l'individuo o gli individui responsabili di questo atto saranno identificati e assicurati alla giustizia", lasciando intendere che chiarezza sarà fatta al riguardo.
Anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il Segretario alla Difesa Leon Panetta, hanno promesso immediatamente che le indagini saranno approfondite. Obama rassicura infatti Hamid Karzai, attraverso una telefonata, che "sarà fatta piena luce sui fatti e, nel più breve tempo possibile, saranno assicurati alla giustizia i responsabili", sottolineando il suo stato di shock nell'apprendere la sconvolgente notizia.
Karzai da parte sua, in una dichiarazione, ha affermato che l'uccisione di 16 civili, tra cui donne e bambini, "è un atto imperdonabile", sottolineando che "gli americani stanno uccidendo i civili intenzionalmente, e questo viene chiamato di solito terrorismo". Inizialmente Karzai aveva parlato di "forze americane" che entravano nelle case del villaggio di Panjwai, precisando però in un successivo punto che gli omicidi sarebbero l'atto di un singolo soldato.
- Testimoni del massacro. Non tutti gli afghani sono però convinti che ad uccidere sia stata una sola mano. Soldati afghani avrebbero riferito che qualcuno avrebbe sentito sparare simultaneamente da luoghi diversi, mentre lo stesso Hamid Karzai avrebbe citato un ragazzo ferito di nome Rafiullah parlare nella sua ricostruzione dei fatti di "soldati americani" che entravano nella sua casa, uccidendo la sua famiglia.
Tra i sopravvissuti all'attacco ci sarebbe Abdul Hadi, 40 anni, in casa quando un soldato ha sfondato la porta per entrare. Come riporta il New York Times, Hadi avrebbe raccontato che c'era più un soldato coinvolto nell'attacco, affermando che almeno altri cinque abitanti del villaggio avrebbero visto diversi militari.
Funzionari delle forze armate USA a Kabul spiegano però di non avere finora informazioni che farebbero pensare al fatto che la strage di civili sia stata compiuta da più di un tiratore.
Oltre alle 16 vittime, ci sarebbero almeno altri cinque afghani rimasti feriti negli attacchi, alcuni dei quali in modo grave, tanto che ufficiali dell'esercito avvisano che il numero delle vittime potrebbe quindi salire. La NATO ha infatti reso noto che diversi feriti sono stati ricoverati in un ospedale militare.
- Negoziati tesi tra gli Stati Uniti e in Afghanistan. "Probabilmente ci saranno molte manifestazioni, ma non cambierà le decisioni del nostro governo sul nostro rapporto con gli Stati Uniti", ha affermato Abdul Hadi Arghandehwal, ministro dell'economia e leader di Hezb-e Islami, un importante partito politico afgano con tendenze islamiste. Stati Uniti e Afghanistan stanno infatti negoziando da tempo le condizioni in merito alla presenza americana a lungo termine nel paese, ed aveva subito una battuta d'arresto dopo gli sconvolgimenti a seguito del rogo del Corano. La trattativa si era sbloccata solo venerdì scorso a seguito di un accordo che vedrebbe gli afghani assumere il controllo della prigione principale della coalizione entro sei mesi.
I negoziati mirano a trovare un equilibrio in vista del ritiro della quasi totalità dell'esercito USA nel 2014, anche se il candidato presidenziale repubblicano Newt Gingrich ha colto l'occasione per dichiarare, nel corso di una intervista alla "Fox News Sunday", che gli USA dovrebbero ritirarsi dall'Afghanistan il prima possibile. "Penso che stiamo rischiando la vita di giovani uomini e donne in una missione che francamente non può essere fattibile", ha aggiunto Newt Gingrich.

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