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Afghanistan: muore Luca Sanna. Festeggiamenti della Difesa continuano

Il caporal maggiore degli Alpini Luca Sanna di Oristano è la 36esima vittima della "missione di pace". "Mi auguro che questa volta La Russa non incorra in problemi di comunicazione con i suoi vertici militari" scrive il PDM, mentre si rammarica sui festeggiamenti non interrotti.

La "missione di pace" in Afghanistan continua a mietere vittime mentre non si sa ancora come questa guerra andrà a finire, se mai finirà.
Il soldato ucciso in Afghanistan, Luca Sanna, di Oristano, aveva 33 anni. Dalle prime fonti, come riportava il Televideo Rai, il soldato italiano sarebbe stato vittima probabilmente del "fuoco amico".
Si leggeva infatti da Televideo delle 15.52 che "Il soldato italiano ucciso in Afghanistan potrebbe essere stato vittima di 'fuoco amico'. E' quanto si apprende da fonti della Difesa, secondo cui la vittima 'forse è stato fatto oggetto di fuoco da personale militare afghano o da una persona che, comunque, indossava una divisa dell'esercito afghano'.
Poche ore più tardi il Ministro della Difesa Ignazio La Russa dichiara alla stampa che "la vittima è stata colpita alla testa da un terrorista che indossava l'uniforme dell'esercito afghano" ed inoltre è stato ferito un altro militare italiano. Gli spari comunque sono avvenuti, secondo quello che dice il ministro, "all'interno della base".
Intanto Silvio Berlusconi, che in queste ore dovrebbe essere salito al Quirinale per fare il punto sulle celebrazioni del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia (mica sul "bunga bunga"), esprime tutto il suo cordoglio in una nota di Palazzo Chigi: "Esprimo a nome mio personale e di tutto il Governo profondo dolore per la morte di un nostro soldato in Afghanistan mentre svolgeva un'importante missione di pace per la stabilità e contro il terrorismo".
E se dal PDL piovono messaggi di cordoglio e di appoggio alla straordinaria strategia della "missione di pace", dal PDM (Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia) oltre le condoglianze sentite e profonde, si incomincia già a volerci vedere chiaro, anche con una punta di polemica su "festeggiamenti" che non sono stati interrotti.
Scrive in una nota Luca Marco Comellini, segretario del PDM: "Un'altra vittima del dovere del servizio e dello Stato. Dalle prime dichiarazioni del Ministro sembrerebbe che i fatti si siano svolti con modalità poco chiare all'interno della base italiana e mi auguro che questa volta La Russa non incorra in problemi di comunicazione con i suoi vertici militari. Mi rammarica il fatto che mentre già circolavano le prime notizie sull'accaduto nessuno abbia pensato minimamente di interrompere i festeggiamenti per il cambio del capo di stato maggiore della difesa, che in quei momenti erano in corso presso il museo storico dell'Aeronautica di Vigna di Valle".

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