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Afghanistan: alpino ucciso. La "missione di pace" conta 36 morti

La "missione di pace" in Afghanistan finora ha portato 36 morti e molti feriti. Oggi un ennesimo scontro ha fatto registrare l'ennesimo morto, un alpino ucciso con un colpo alla testa, e un ferito. La Russa spiega: non stiamo più "dentro le basi fortificate".

Nonostante i nomi altisonanti nei territori di guerra non c'è davvero niente di immortale. Il militare ucciso oggi in Afghanistan, infatti, è stato colpito durante uno scontro a fuoco nell'avamposto Highlander, a circa una decina di chilometri da Bala Murghab, base principale nel contingente italiano. Il militare ucciso, Luca Sanna di 33 anni di Oristano ma residente in Friuli Venezia Giulia, era dell'ottavo reggimento di Cividale del Friuli ed insieme a lui è stato ferito anche un commilitone, che pare non in pericolo di vita.
Le condizione dell'alpino sono state considerate invece immediatamente "disperate", visto che colpito "alla testa", tanto da morire poco dopo il ricovero alla base militare Columbus.
Con l'alpino salgono a 36 i soldati italiani morti in Afghanistan e meno di 20 giorni fa l'uccisione di Matteo Miotto. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa giustifica questa ennesima morte spiegando, al Tg1, che i militari italiani "per la prima volta dopo tanti anni" non sono "più solo dentro le basi fortificate" ma mirano "a controllare il territorio". Questo controllo del territorio, secondo La Russa, servirebbe "a fare in modo che effettivamente la popolazione afghana possa rientrare nei propri villaggi".
Questo cambio di strategia significa, quindi, "avere avamposti di pochi metri quadrati difesi dai militari italiani e dai militari afghani e quindi più facilmente soggetti ad attacchi, sparatorie e conflitti con insurgents".
Sempre secondo La Russa gli insorti "fin quando erano lasciati padroni del campo naturalmente in quella zona non erano particolarmente pericolosi, ma nel momento in cui gli sottrai il controllo del territorio, come un lupo ferito cercano di azzannare". Forse anche perché, come potrebbe pensare legittimamente qualcuno, gli "insurgents" in quel territorio ci sono nati.

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