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Afghanistan: NATO bombarda MSF. E meno male che "stupide" erano le bombe russe

Il 3 ottobre un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz è stato bombardato dalle forze NATO a guida Stati Uniti, che operano in Afghanistan. "C'è il fondato sospetto che sia stato commesso un crimine di guerra" dichiara MSF. E meno male che "stupide" erano le bombe dei russi, come ha sostenuto pochi giorni fa il tenente generale Robert P. Otto, alto ufficiale dell'intelligence dell'Air Force americana.

Il 3 ottobre un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz è stato bombardato dalle forze NATO a guida Stati Uniti, che operano in Afghanistan. Nell'attacco sono stati uccisi 12 operatori di MSF e 10 pazienti, tra cui 3 bambini. Medici Senza Frontiere chiarisce che sia il governo di Kabul che quello di Washington erano perfettamente informati della posizione esatta delle strutture ospedaliere dell'organizzazione umanitaria, precisando che come in tutti i contesti di guerra erano state comunicate le coordinate GPS a tutte le parti del conflitto in diverse occasioni negli ultimi mesi, la più recente il 29 settembre. Ad aggravare ancor di più la situazione il fatto che "il bombardamento è continuato per più di 30 minuti da quando gli ufficiali militari americani e afghani, a Kabul e Washington, ne sono stati informati" afferma MSF denunciato la grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario. Dalle 2.08 alle 3.15 di sabato 3 ottobre, infatti, il centro traumatologico di MSF a Kunduz è stato colpito da una serie di bombardamenti aerei a intervalli di circa 15 minuti l'uno dall'altro. L'edificio centrale dell'ospedale - che ospita l'unità di cura intensiva, le sale del pronto soccorso e il reparto di fisioterapia - è stato colpito ripetutamente in ognuno dei raid aerei, mentre gli edifici circostanti sono stati per lo più risparmiati. "Sono cadute le bombe e abbiamo sentito l'aereo che virava" ha sottolineato Heman Nagarathnam, responsabile dei programmi di MSF nell'Afghanistan del nord, aggiungendo: "C'è stata una pausa, poi altre bombe. E questo è succeso più e più volte. Quando sono riuscito a uscire dal mio ufficio, l'edificio principale dell'ospedale era avvolto tra le fiamme. Chi poteva ha corso fino ai due bunker dell'edificio per cercare riparo. Ma i pazienti che non potevano scappare sono morti bruciati nei loro letti".

Nel ribadire che "tutti gli elementi in questo momento portano ad attribuire i bombardamenti alle forze della Coalizione internazionale", Christopher Stokes, direttore generale di Medici Senza Frontiere, evidenzia che esiste quindi il "fondato sospetto che sia stato commesso un crimine di guerra" e oltre invitare la Coalizione a consegnare "un resoconto completo e trasparente sui bombardamenti effettuati a Kunduz" chiede che venga "avviata un'investigazione completa e trasparente sull'accaduto, condotta da un ente internazionale indipendente". "Basarsi soltanto sull'investigazione interna di una parte del conflitto sarebbe del tutto insufficiente" prosegue Stokes e, replicando a chi attribuiva la presenza di talebani nell'area, chiarisce: "Nemmeno una persona del nostro staff ha riferito di combattimenti nel compound dell'ospedale di MSF prima del bombardamento aereo di sabato mattina". Il ministero della Difesa afghano ha infatti dichiarato che "terroristi armati" stavano usando l'ospedale "come base per colpire le forze afghane e civili". MSF quindi puntalizza: "Queste dichiarazioni fanno pesnare quindi che le forze afghane e statunitensi congiuntamente hanno deciso di radere al suolo un ospedale completamente funzionante - con più di 180 tra dipendenti e pazienti - perché sostengono che dei talebani erano presenti. Ciò equivale all'ammissione di un crimine di guerra. E contraddice completamente i tentativi iniziali del governo degli Stati Uniti di far passare l'attacco come un 'danno collaterale' ".

Dopo il bombardamento, Medici Senza Frontiere ha dovuto chiudere l'ospedale poiché "non è possibile effettuare attività mediche all'interno della struttura" e perché "è troppo presto per sapere se le attività possono riprendere in sicurezza e al momento MSF non ha ricevuto spiegazioni né garanzie".
"Oltre ad aver provocato la morte dei nostri colleghi e pazienti, questo attacco ha privato la popolazione di Kunduz della possiblità di accedere alle cure nel momento in cui ne hanno maggiormente bisogno" spiega Meinie Nicolai, presidente di MSF, affermando: "Non possiamo accettare che questa terribile perdita di vite umane venga liquidata semplicemente come un ‘effetto collaterale' ". E meno male che "stupide" erano le bombe russe, come ha sostenuto pochi giorni fa il tenente generale Robert P. Otto, alto ufficiale dell'intelligence dell'Air Force americana, in merito ai raid della Russia sulla Siria. Le ultime parole famose del generale stelle e strisce sono state infatti: "La coalizione guidata dagli USA è 'estremamente cauta' nei raid per evitare di colpire vittime innocenti".

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