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Afghanistan: MSF rifiuta soldi del Pentagono perché "il silenzio uccide", e non si può comprare

Il 3 ottobre scorso un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz è stato bombardato dalle forze NATO a guida Stati Uniti, che operano in Afghanistan. Medici Senza Frontiere denuncia il vero e proprio "crimen di guerra" e rifiuta l'offerta del Pentagono di ricostruire l'ospedale afghano perché "il silenzio uccide" e di certo non si può comprare.

Il 3 ottobre scorso un ospedale di Medici Senza Frontiere a Kunduz è stato bombardato dalle forze NATO a guida Stati Uniti, che operano in Afghanistan. Nell'attacco sono rimasti uccisi 13 membri del personale medico e 10 pazienti, tra cui 3 bambini, mentre 7 corpi sono irriconoscibili e non ancora identificati. In una dichiarazione il generale John Campbell, comandante delle forze USA in Afghanistan, ha ammesso che l'ospedale è stato "colpito accidentalmente" per proteggere le forze alleate con gli USA. Medici Senza Frontiere non ha infatti esitato a denunciare che l'attacco è stato un vero e proprio crimine di guerra. A sostegno di tale accusa anche il rapporto, pubblicato la scorsa settimana, in cui Medici Senza Frontiere dimostra che "non c'era alcuna ragione per cui l'ospedale dovesse essere colpito" perché "non c'erano combattenti armati o combattimenti nell'area dell'ospedale". Il Direttore generale di MSF, Christopher Stokes, sottolinea infatti come sia sempre più "difficile comprendere" come il Pentagono possa continuare a sostenere che il bombardamento sia stato una sorta di "errore".

Medici Senza Frontiere denuncia infatti l'intenzionalità dell'attacco e ribadisce la richiesta di una indagine indipendente da parte dell'International Humanitarian Fact-Finding Commission. Al contrario Washington sostiene che le indagini avviate dagli Stati Uniti e dal governo afghano, così come dalla NATO, sono più che sufficienti. Stokes però dichiara: "Da quanto accaduto nell'ospedale emerge che questo attacco è stato condotto allo scopo di uccidere e distruggere. - aggiungendo - Ma non sappiamo perché. Non abbiamo visto cosa è successo nella cabina di pilotaggio, né tra le catene di comando statunitense e afghana". "Stanno circolando alcuni resoconti pubblici che affermano che l'attacco al nostro ospedale potrebbe essere giustificato dal fatto che stavamo curando dei talebani", spiega Stokes, ricordando: "Ai sensi del diritto internazionale, i combattenti feriti sono pazienti, non devono subire attacchi e vanno curati senza discriminazioni. Il personale medico non dovrebbe mai essere punito o attaccato perché fornisce cure ai combattenti feriti". Medici Senza Frontiere smentisce inoltre che i talebani stavano utilizzando l'edificio come una base operativa, con Joanne Liu, presidente internazionale di MSF, che precisa: "Noi abbiamo rispettato gli accordi, il centro traumatologico di MSF a Kunduz era un ospedale pienamente funzionante e al momento degli attacchi aerei erano in corso degli interventi chirurgici. Il divieto di ingresso alle armi nelle strutture di MSF è stato rispettato e il personale ospedaliero aveva il pieno controllo della struttura prima e durante gli attacchi aerei".

Ed un crimine di guerra non si può quindi ripagare con una manciata di dollari, quelli che di norma riescono a comprare quasi tutto, soprattutto il silenzio. Medici Senza Frontiere ha infatti rifiutato l'offerta del Pentagono di ricostruire l'ospedale afghano, ricordando che da sempre non accetta soldi dai governi per le proprie operazioni. "Questa politica ci permette di lavorare in modo indipendente, senza prendere posizione e di fornire cure mediche a chiunque ne abbia bisogno. Questo non cambierà" chiarisce in una nota l'Ong, Premio Nobel per la Pace nel 1999. Proprio in occasione della cerimonia di premiazione, James Orbinski, l'allora Presidente di MSF, si rivolse al leader russo Boris Eltsin condannando la violenza della Russia contro i civili in Cecenia e spiegò: "Il silenzio è stato a lungo confuso con la neutralità, ed è stato presentato come una condizione necessaria per l'azione umanitaria. Dalle sue origini, MSF è stata creata per opporsi a questa tesi. Non siamo sicuri che le parole possono salvare delle vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio uccide".

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