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Afghanistan, Karzai: dietro attentato kamikaze 007 stranieri, forse del Pakistan

Il 17 gennaio un attentato kamikaze a Kabul ha causato la morte di 21 persone, tra cui il rappresentante del FMI e quattro membri dello staff ONU in Afghanistan. Il Consiglio di sicurezza afghano, presieduto dal presidente Hamid Karzai, sostiene però che dietro l'attentato ci sarebbe la "longa manus" degli 007 stranieri, lasciando cadere i sospetti sul Pakistan.

L'attentato kamikaze di venerdì 17 gennaio compiuto dai talebani a Kabul nella Taverna du Liban, famoso ristorante libanese frequentato da diplomatici di altri Paesi, ha causato 21 morti, 13 dei quali stranieri. Tra le vittime accertate due cittadini britannici, due canadesi e il rappresentante del Fondo Monetario Internazionale (FMI) a Kabul, il libanese Wabel Abdallah, 60 anni. Inoltre, quattro di coloro che sono morti nell'attentato kamikaze erano membri dello staff ONU in Afghanistan. In una nota di domenica 19 gennaio, il Consiglio di sicurezza afghano, presieduto dal presidente Hamid Karzai, accusa però i servizi segreti stranieri di essere "dietro" l'attentato di Kabul. "Attacchi così sofisticati non possono essere solo opera dei talebani" si afferma nella nota del Consiglio di sicurezza afghano, che sembra voler far cadere i sospetti contro il Pakistan.

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