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Rock Economy: fischiato economista. Celentano senza gobbo non predica

La lezione di Rock Economy di Adriano Celentano è stata fischiata, come il suo economista, mentre il Molleggiato salta la predica non tanto per dare più spazio alle canzoni quanto per il gobbo "computerizzato" che si inceppa. Non rimane che duettare con Gianni Morandi.

Un disastro. Se si potesse descrivere in una sola parola, e senza sfumature, il concerto live di Adriano Celentano all'Arena di Verona sarebbe forse questa quella più adatta. Più che una Rock Economy, infatti, è stato un lento scivolare verso una chiusura senza una conclusione. Non sono tanto le "stecche" e le strofe dimenticate delle canzoni ad aver deluso, quanto soprattutto la pretesa di fare quel qualcosa in più di un semplice concerto, che doveva per forza diventare "evento". In altre parole, è il plot a non essere riuscito. Nonostante infatti il "cover up" mediatico che ci racconta di un Adriano Celentano che lascia maggior spazio alle canzoni rispetto ai sermoni, Joan Lui in realtà non ha predicato perché il gobbo deve essersi rotto. Dopo aver infatti esordito con un "non si sente che parlare di crescita, tutti la invocano ma nessuno riesce a spiegarci in quale modo si può dar modo alla crescita. Personalmente credo che la crescita sia subordinata ad una drastica inversione di marcia dell'uomo, senza la quale è impossibile venirne fuori. Io penso che..." qualcosa si è inceppato, il gobbo appunto.

La lunga pausa dove Adriano Celentano parla con ragazzo con la scoppola davanti ad un computer portatile, infatti, non deve essere interpretata come uno dei proverbiali "teatrini silenti" del Molleggiato ma letteralmente come una "interruzione che bisogna fare per forza di cose" come sottolinea lo stesso Celentano sul palco dell'Arena di Verona, non riuscendo probabilmente ad andare avanti nel suo discorso senza "l'ispirazione" che il computer si rifiurava di dare. Un imprevisto, questo, che in una grande produzione non dovrebbe avvenire, ma che allo stesso tempo fa anche capire il grande pericolo del "cloud computing", dove tutti i dati (personali) galleggiano su una nuvola senza una controparte cartacea, come la predica di Andriano Celentano. Per uscire dall'impasse, si va avanti con la canzone che avrebbe dovuto chiudere il discorso "economico" di Adriano Celentano, ma il balletto "apocalittico" che accompagna il brano non sembra avere più un senso.

Arriva poi il grande momento del "dibattito" tra l'economista francese Jean-Paul Fitoussi e i giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, che sembrano tentare di convincerci sulla necessità di creare gli Stati Uniti d'Europa. In una Italia però dove la popolazione ha un grave "deficit formativo" come sottolinea in una nota lo stesso governo Monti, che pare coincidere con il livello di analfabetismo funzionale evidenziato dal governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, la lezione di Rock Economy deve per forza essere inframezzata da qualche canzonetta. E così, dopo che Jean-Paul Fitoussi afferma che viviamo sotto una dittatura e che il Bel Paese (come gli altri Paesi dell'UE) ha perduto la propria sovranità popolare, ecco che entra in scena "il ragazzo che non invecchia mai" (simbolo di questa Italia gerontocratica) Gianni Morandi, che duetta con Andriano Celentano. Morandi si unisce poi al tavolo dove si cerca di discutere di macro e micro economia, ma il livello di attenzione del pubblico dell'Arena di Verona sembra essere già stato ampiamente superato, e "indelicatamente" si fischia l'economista: ora basta parlare del futuro dell'Italia e dell'Europa, sembra essere il mormorio generalizzato che invoca il liberatorio "facce ride". La Rock Economy si chiude quindi con un Adriano Celentano che non può far altro che continuare a cantare. E forse e quello che avrebbe dovuto fare fin dall'inizio.

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