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Celentano tornerà a Sanremo e Gianni Morandi "vaporizza" la polemica

Adriano Celentano tornerà sul palco di Sanremo 2012, forse sabato, ma finora nessuno ha posto una parola di scusa (o di spiegazione) per quanto avvenuto nel corso della prima puntata, con Gianni Morandi che liquida una brutta pagina dello spettacolo italiano, e non solo, con un "si può andare d'accordo anche fra persone che la pensano in maniera diversa".

"Adriano fa casino, canta benissimo, provoca però meno male che c'è, e spero che torni" afferma all'apertura della seconda serata del Festival di Sanremo 2012 Gianni Morandi.
Insomma, l'intervento di Adriano Celentano sembra destinato ad essere "annullato" dalle menti del telespettatore, o meglio ancora "vaporizzato" (alla George Orwell di 1984), nonostante Celentano oltre ad etichettare come "deficiente" Aldo Grasso è arrivato anche ad affermare che due giornali come Famiglia Cristiana e Avvenire, dal Molleggiato definiti come "ipocriti e inutili", "andrebbero chiusi definitivamente" (http://is.gd/8l0wgH).
Il fatto di far passare ogni atteggiamento, ogni azione, come se fosse "normale" sembra essere diventata, in effetti, una consuetudine di questa nuova società educata al "tittytainment" (http://is.gd/gI7HVN), che da qualche anno a questa parte va ad esaltare (e premiare) in maniera particolare la mediocrità (nel senso del mezzo tra gli estremi), da sempre d'altronde poco pericolosa.
Nonostante le polemiche ruotate intorno e fuori Sanremo 2012, dal palco dell'Ariston, davanti al quale di sintonizza mezza Italia, nessuna parola è stata quindi spesa non solo per spiegare la situazione (a partire dal "commissariamento" del Festival http://is.gd/oMOaTy) ma neanche (e tantomeno) per porgere sacrosante scuse dopo che 14 milioni e 378mila persone (dati auditel) hanno ascoltato che Famiglia Cristiana e Avvenire dovrebbero essere chiuse, e non solo perché non gradite al "predicatore" Celentano ma perché non farebbero quello che invece dovrebbero fare.
A definire la situazione (molto italiana) è proprio Gianni Morandi, quando ad inizio della trasmissione sembra lasciar intendere che quelle su Andriano Celentano sono solo le solite polemiche che ruotano normalmente intorno a Sanremo.
Seguendo l'ottica di Morandi, pare che chiunque possa arrivare a dire, o a fare, cose gravissime senza però meritare nessun tipo di condanna, o ammenda. Anche un capo di Stato, per fare l'esempio più estremo, potrebbe quindi affermare (solo per citare Celentano) che due giornali "andrebbero chiusi definitivamente" e in seguito liquidare la vicenda osservando che "si può andare d'accordo anche fra persone che la pensano in maniera diversa", come da parole del conduttore di Sanremo 2012.
Anche un bambino sa però che la libertà di un uomo finisce dove comincia quella di un altro, solo per ricordare quel Martin Luther King, i cui concetti sono stati rappresentati dalla coreografia di Daniel Ezralow ad inizio puntata e tanto apprezzati da Gianni Morandi.
Insomma, un'altra brutta pagina della televisione, e forse della società, italiana. E poi c'è ancora chi si stupisce che il Paese sia in piena recessione, probabilmente anche morale oltre che intellettuale.

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