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Celentano a Sanremo: Avvenire e Famiglia Cristiana inutili, chiudetele

Andriano Celentano choc al Festival di Sanremo 2012. All'inizio del monologo lungo circa 50 minuti, afferma che Famiglia Cristiana e Avvenire "andrebbero chiuse definitivamente" perché giornali "inutili e ipocriti". Parole gravissime, e molti attendono le scuse del Molleggiato e della Rai.

In un periodo storico in cui la libertà di espressione è quotidianamente minacciata, come sempre più giornalisti, sentire definire da Andriano Celentano che l'Avvenire e Famiglia Cristiana sono "giornali inutili" e che "andrebbero chiusi definitivamente" perché "si occupano di politica e delle beghe nel mondo anziché parlare di Dio e dei suoi progetti" è un fatto gravissimo.
Famiglia Cristiana e l'Avvenire sono "testate ipocrite" continua Adriano Celentano, forse perché hanno " 'osato' fare delle pacate e civilissime critiche sulla sua decisione di dare il suo cachet in beneficenza" come scrive sull'Avvenire, poco dopo l'esibizione del cantante showman, Angela Calvini, probabilmente riferendosi all'articolo pubblicato su Famiglia Critiana a firma di Franca Zambonini (http://is.gd/uQm4AT). Qualunque sia il motivo, non è accettabile che in prima serata su Rai 1, in mondovisione (la famiglia di Belen Rodriguez stava venendo Sanremo dall'Argentina, come rivela la stessa showgirl), chiunque, anche un "untouchable" come Celentano, possa permettersi di affermare, per cercare probabilmente di strappare un misero applauso della platea, forse una parte della quale rappresentata da "analfabeti funzionali", che due giornali "andrebbero chiusi definitivamente".
Soprattutto da chi poco dopo si riempie la bocca di diritti quali la "sovranità del popolo", dimenticandosi forse che la stampa, invece, "non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure" secondo Costituzione, neanche se è Andriano Celentano a decretarle. Se fosse stato qualcun'altro, una frase del genere non sarebbe stata di certo tollerata. E neanche se ad essere attaccate fossero state altre testate o trasmissioni, visto che ci sarebbe stata una rivolta di "indignados" e del cosiddetto "popolo della Rete", che invece non sembrano essere stati così scioccati dalle parole di Celentano.
In tanti, quindi, si aspettano le scuse formali di Adriano Celentano (e della Rai) per aver dimostrato a tutto il mondo come in Italia il vizietto di voler veder scomparire certe voci scomode o fuori dal coro non sia prerogativa solo di uomo, facendo passare un messaggio pericolosissimo, e cioè che la stampa, se discrezionalmente non piace, deve venir messa a tacere.

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