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Celentano a Sanremo 2012: il discorso integrale dell'ultima puntata

Adriano Celentano nell'ultima puntata del Festival di Sanremo 2012, torna a parlare di Famiglia Cristiana e Avvenire. Il "predicatore" Celentano afferma che la "corporazione dei media si è coalizzata" contro di lui, estrapolando dal contesto del monologo della prima puntata "una frase. Qui il discorso integrale.

Questo il discorso integrale di Adriano Celentano, intervenuto nel corso dell'ultima puntata del Festival di Sanremo 2012:
"La corporazione dei media si è coalizzata in massa contro di me, neanche se avessi fatto un attentato allo Stato. Fra quei 4-5 che mi hanno difeso, e che ringrazio, mi ha colpito la voce di un prete che ho visto da Mara Venier, don Mario. Grazie don Mario, tu hai capito ciò che i vescovi hanno fatto finta di non capire. Persino Travaglio ospite di Lilli Gruber, che sembra avesse capito di cosa parlavo, non ha resistito e ad un certo punto anche lui ha voluto affondare il coltello nella piaga. Non mia, la vostra piaga, perché alla fine è solo la vostra piaga che diventa sempre più profonda in quanto vi distolgono dal capire. E allora cosa fanno, affinché possiate non capire. Dal contesto del mio discorso estrapolano una frase (qui il discorso integrale inerente le frasi Famiglia Cristiana e Avvenire http://is.gd/QC2yh3), cambiando anche il modo dei verbi. Ma io sono venuto qui a fare quattro chiacchere con quei 16 milioni di persone che hanno visto il Festival di Morandi, e per parlare del significato della vita, della morte, ma soprattutto per quello che viene dopo. E quindi per parlare della straripante fortuna, che voi, noi, tutti quanti insieme abbiamo avuto per essere nati. E dunque divertirci a fantasticare sul dove e come sarà il Paradiso. E' chiaro che per quanto possa essere elevata la nostra fantasia non riusciremo mai ad immaginare la grandiosità di ciò che ci aspetta. Tutto quello che desideriamo, qui sulla Terra, non è che una misera microscopica particella in confronto a ciò che il Padre Nostro ci ha preparato. E noi invece non facciamo che allontanarci, sempre di più, mentre invece dovremmo cercarlo. Cercare in qualunque modo di tracciare una linea del suo carattere per capirne, anche se lontanamente, i tratti del suo volto. Quasi come ad una gara per vedere a chi si avvicina di più al suo identikit. E non importa se nessuno di noi lo ha mai visto Dio, ma tutto ciò sarà interessante per conoscerci, per capire che l'unica via non interrotta è la sua. E' su questi temi dunque che dovrebbe basarsi un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia Cristiana o anche l'Avvenire. Ma loro parlano di politica, della politica del mondo anziché della politica di Dio. Perché Gesù era un politico, come lo era Giuda, per altri fini. Gesù apriva il suo cuore ai più bisognosi, mentre Giuda voleva sfruttare la potenza del Figlio di Dio per i suoi fini consumistici, ma soprattutto per la sete di potere, quasi come succede oggi.
E allora quando io dico che Famiglia Cristiana e Avvenire andrebbero chiusi definitivamente, o detto andrebbero, non significa esercitare una forma di censura...".
A questo punto dal pubblico si alza un coro di 'basta' dopo l'ennesimo richiamo ai due giornali cattolici.
"Perché dite basta - chiede Andriano Celentano - dovreste forse prima farmi finire di parlare, magari c'è qualcosa di interessante anche per voi..".
Ma nuovamente una parte del pubblico grida 'basta' come anche 'vai a casa'.
Adriano Celentano riprende quindi il suo monologo: "Io non ho il potere di chiudere un giornale come invece qualcuno non ha esitato a chiudere qualcosa, e ancora adesso qua e là si tenta sempre di chiudere qualcosa. Se i giornali fossero miei io certo non li chiuderei, ma mi affretterei a cambiare la loro impostazione. Siamo indemocrazia e io ho espresso un mio desiderio. Per me potete anche stare aperti ma almeno cambiate la testata. Parlare di Dio non significa soltanto scrivere, certo quella è la base, ma significa mettere insieme una equipe di validi disegnatori per illustrare, scrivere la storia dei profeti, delle guerre accadute intorno alla vita di Cristo, degli apostoli, della politica di quei giorni, facendo poi un parallelo con la politica di oggi. La vita di Gesù deve essere un metro infallibile che non può ridursi alla sola predica domenicale che certamente è giusta ma deve essere supportata da una presenza quotidiana che giorno dopo giorno ci aiuti a riflettere. E questo vorrebbe dire, Famiglia Cristiana e Avvenire, far rivivere la figura di Gesù. Adesso potete fischiare".

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