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Abu Omar: ex CIA estradata in Italia. Parlamento UE: Renzi tolga segreto di Stato

Con l'estradizione in Italia dell'ex agente della CIA Sabrina De Sousa si riaccendono i riflettori su caso di Abu Omar, dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha condannato il nostro Paese perché "le autorità italiane erano consapevoli" che l'imam egiziano sarebbe stato vittima di un'operazione di "extraordinary rendition". Il Parlamento europeo chiede quindi a Matteo Renzi di togliere il segreto di Stato sul caso Abu Omar.

Sabrina De Sousa è una dei 22 agenti della CIA (Central Intelligence Agency) ad essere stata condannata in contumacia per il sequestro a Milano dell'imam Abu Omar, avvenuto il 17 febbraio del 2003. Ora Sabrina De Sousa verrà estradata in Italia dove dovrà scontare una pena di 4 anni. L'ex agente della CIA era stata fermata nell'ottobre 2015 all'aeroporto di Lisbona.

Si riaccendono quindi i riflettori su caso di Abu Omar, dopo che nel febbraio scorso la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per il rapimento dell'imam a cui era stato concesso asilo politico. La Corte di Strasburgo ha infatti "constatato che le autorità italiane erano consapevoli" del fatto che Abu Omar "sarebbe stato vittima di un'operazione di consegna straordinaria (extraordinary rendition, ndr), iniziata con il suo rapimento in Italia e proseguita con il suo trasferimento" in Egitto, dove l'imam è stato torturato. Inoltre la Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiarito che l'apposizione del segreto di Stato sul caso di Abu Omar è stato "chiaramente applicato da parte dell'esecutivo italiano al fine di evitare che i responsabili rispondessero delle loro azioni". Se 23 americani sono stati infatti condannati, tra cui Sabrina De Sousa, ad essere stati prosciolti per "non luogo a procedere" furono solo cinque funzionari italiani: l'allora capo del Sismi, Niccolò Pollari, l'allora n. 3 Marco Mancini e gli 007 Raffale Di Troia, Luciano Di Gregori e Giuseppe Ciorra. Proprio Niccolò Pollari, nel corso del processo, chiedeva alla presidenza del Consiglio dei Ministri di togliere il segreto di Stato per dargli la possibilità di difendersi.

Il segreto di Stato sul caso di Abu Omar è stato apposto tra il 2005 e il 2013 da Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Mario Monti e Gianni Letta. Anche Matteo Renzi ha proseguito sulla scia dei suoi predecessori ed anzi il 6 novembre 2015 il premier ha persino emanato un decreto di ben 84 articoli proprio per tutelare maggiormente il segreto di Stato e le informazioni classificate e a diffusione esclusiva. Eppure dopo la sentenza della Cedu da più parti è stato chiesto a Renzi di revocare il segreto di Stato sul caso Abu Omar. L'ha fatto il senatore del PD Felice Casson, segretario del Copasir, nel corso di una interrogazione ed anche Ferdinando Pomarici, il pm di Milano che con Armando Spataro ha condotto le indagini sul caso dell'imam egiziano. Il magistrato infatti ha denunciato: "Noi pretendiamo dal governo egiziano per la morte di Giulio Regeni, di avere quella chiarezza che noi invece non abbiamo avuto. Il governo italiano ha coperto gli autori di quel reato, che hanno rapito e torturato Abu Omar".

Ora a chiedere all'Italia di rinunciare al segreto di Stato per i membri del Sismi coinvolti nel caso del rapimento dell'imam egiziano Abu Omar è persino il Parlamento europeo. In una risoluzione non vincolante approvata oggi, l'europarlamento ha espresso infatti serie preoccupazioni su "l'apatia mostrata dagli Stati membri e le istituzioni dell'UE" per quanto riguarda il riconoscimento di "molteplici violazioni dei diritti fondamentali e dei casi di tortura" che si sono verificate in territorio europeo tra il 2001 e il 2006.

Nella risoluzione (approvata con 329 voti favorevoli, 299 contrari e 49 astensioni) i deputati invitano gli Stati membri dell'UE a "condurre indagini, assicurando la piena trasparenza, sulla presunta esistenza, sul loro territorio, di prigioni segrete che avrebbero ospitato detenuti nell'ambito del programma della CIA" extraordinary rendition, istituito a seguito degli attacchi dell'11 Settembre 2001 con l'obiettivo di catturare e interrogare sospetti terroristi islamici fuori gli Stati Uniti. Gli eurodeputati sono preoccupati dal fatto che "l'indebita classificazione dei documenti" conduca "di fatto all'impunità degli autori delle violazioni dei diritti umani".

Nel rapporto del Senato USA sul programma di detenzione e interrogatori della CIA pubblicato circa un anno fa figurano infatti come complici del programma extraordinary rendition Paesi come la Lituania, la Polonia, il Regno Unito e l'Italia. In base alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha stabilito che le autorità italiane erano a conoscenza delle torture perpetrate ai danni dell'imam egiziano Abu Omar, il Parlamento europeo chiede quindi all'Italia (e di conseguenza a Matteo Renzi) di rinunciare al segreto di Stato per l'ex capo del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (Sismi) e il suo vice, nonché per tre ex membri del Sismi coinvolti nel caso, "al fine di garantire che la giustizia proceda senza ostacoli".

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