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Abu Omar, Strasburgo: Italia non evitò torture e concesse impunità a 007 italiani

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per il rapimento nel 2003 da parte della CIA dell'imam egiziano Abu Omar. La Corte di Strasburgo afferma che l'Italia era a conoscenza che Abu Omar era stato vittima di un'operazione di 'extraordinary rendition' " violando così il diritto dell'imam "a non essere sottoposto a tortura e maltrattamenti". Inoltre, i giudici dichiarano che l'Italia con il segreto di Stato ha concesso di fatto l'immunità ai suoi 007.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per il rapimento nel 2003 da parte della CIA (Central Intelligence Agency) dell'imam egiziano Hassan Mustafa Osama Nasr, detto Abu Omar, a cui era stato concesso asilo politico da parte delle autorità italiane. Abu Omar è stato "rapito" il 17 febbraio del 200 mentre passeggiava per Milano e portato dapprima in una base aerea degli Stati Uniti in Germania e successivamente in Egitto. La Corte di Strasburgo "ha constatato che le autorità italiane erano consapevoli" del fatto che Abu Omar "sarebbe stato vittima di un'operazione di consegna straordinaria, iniziata con il suo rapimento in Italia e proseguita con il suo trasferimento all'estero". Inoltre la Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiarito che l'apposizione del segreto di Stato sul caso di Abu Omar è stato "chiaramente applicato da parte dell'esecutivo italiano al fine di evitare che i responsabili rispondessero delle loro azioni" ricordando infatti che "l'indagine e il processo non hanno portato alla punizione dei responsabili, a cui quindi in definitiva è stata concessa l'impunità".

Il segreto di Stato è stato apposto da ben quattro Presidenti del Consiglio tra il 2005 e il 2013 (governo Prodi, Berlusconi, Monti e Letta). Al contrario invece 23 americani, tra cui 22 agenti della CIA, sono stati condannati in contumacia nel 2009 da un tribunale italiano per il sequestro di Abu Omar, dopo che l'imam è stato trasportato in Egitto e torturato, come hanno denunciato gli avvocati del religioso. Anche Abu Omar è stato nel 2013 condannato in contumacia ad una pena di sei anni da un tribunale italiano. L'Italia invece ha sempre negato un qualsiasi coinvolgimento nel sequestro di Abu Omar. Al contrario la Corte europea dei diritti dell'uomo ha sentenziato invece che "le autorità italiane erano a conoscenza che Abu Omar era stato vittima di un'operazione di 'extraordinary rendition' " violando così il diritto dell'imam "a non essere sottoposto a tortura e maltrattamenti". Sono cinque i diritti CEDU (Convenzione europea dei diritti dell'uomo) violati dall'Italia: proibizione di trattamenti umani e degradanti, diritto alla libertà e sicurezza, diritto a un equo processo, diritto a effettivi rimedi giudiziari, diritto alla vita familiare.

La Corte di Strasburgo afferma inoltre che "nonostante gli sforzi degli inquirenti e dei giudici italiani, che hanno identificato le persone responsabili e assicurato loro la condanna, questa è rimasta lettera morta a causa del comportamento dell'esecutivo". Ad essere prosciolti per "non luogo a procedere" infatti sono stati solo cinque funzionari italiani: l'allora capo del Sismi, Niccolò Pollari (10 anni di pena in Appello del 2013, condanna annullata definitivamente nel 2014), l'allora n. 3 Marco Mancini (cancellati 9 anni), e gli 007 Raffale Di Troia, Luciano Di Gregori e Giuseppe Ciorra (annullati 6 anni). La Cassazione ha infatti dovuto prendere atto del pronunciamento (il secondo) della Corte Costituzionale, la quale nel 2014 ha ritenuto che tra il 2007 e il 2013 fosse stato validamente apposto il segreto di Stato, ufficialmente per non svelare i rapporti tra gli 007 italiani e gli agenti della CIA. Il processo in Italia inerente il caso Abu Omar è stato uno dei più grandi al mondo con oggetto il controverso programma di consegne straordinarie (extraordinary rendition) di Washington, istituito a seguito degli attacchi dell'11 Settembre 2001 con l'obiettivo di catturare e interrogare sospetti terroristi islamici fuori gli Stati Uniti.

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