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Targa per 13enne uccisa da partigiani. Anpi: era fascista. Ma anche una bambina

L'ANPI si oppone ad una targa per ricordare Giuseppina Ghersi, 13enne savonese rapita, segregata, violentata e uccisa dai partigiani. "Era fascista" dice l'ANPI. Ma prima di tutto era una bambina.

Fa discutere la protesta dell'ANPI contro la targa per commemorare Giuseppina Ghersi, 13enne savonese assassinata dai partigiani nei giorni successivi al 25 aprile, nei pressi del cimitero di Zinola dove è sepolta. Giuseppina Ghersi aveva genitori filo-fascisti e per qualcuno sarebbe stata una "spia collaborazionista".
Fatto sta che la 13enne fu rapita, segregata, violentata e infine assassinata con un colpo alla nuca poco dopo la Liberazione.

"Dopo aver letto la storia di Giuseppina Ghersi, ho pensato che bisognava fare qualcosa per ricordare una bambina di 13 anni uccisa senza motivo. Per ricordare lei, non chi ha combattuto per la parte sbagliata" spiega il consigliere comunale di centrodestra Enrico Pollero, che ha proposto e ottenuto di collocare, il 30 settembre, la targa commemorativa nel mezzo di una piazza di Noli dedicata ai fratelli Rosselli.
"Si è voluto eliminare dalla storia di Savona episodi come questo, perché si pensa che possano intaccare la Resistenza. Ma più si scopre la verità, e meglio si possono analizzare i fenomeni storici" afferma Pollero.

Non è d'accordo l'Associazione nazionale partigiani, dicendosi contraria alla targa perché "Giuseppina Ghersi era una fascista". Prima di tutto, però, era una bambina.
Anche Bruno Spagnoletti, storico dirigente CGIL in pensione, commenta: "Non riesco a capire come si possa giustificare l'esecuzione di una bambina di 13 anni e come si possa, ancora oggi, vomitare parole di fiele su una bambina da parte del presidente dell'ANPI".

Si dissocia dall'ANPI anche l'Associazione nazionale partigiani cristiani (Anpc), sezione Sestri Levante e Tigullio, che sottolinea: "La ricostruzione della verità storica non potrà mai essere considerata di ostacolo alla corretta memoria della Liberazione". "L'Anpc non può condividere l'ostilità a una iniziativa, come quella del Comune di Noli, che si limita a rendere la dovuta memoria a una vittima innocente degli eccessi della guerra di Liberazione" si chiarisce infine.
Come si domandò Ulderico Munzi nel suo libro "Donne di Salò" (Sperling & Kupfer Editori) "le ausiliarie della Repubblica Sociale sono da scacciare dalla memoria solo perché fasciste?".

© riproduzione riservata | online: | update: 15/09/2017

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