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Riforma della giustizia, ANEIS: no ad avvocati per negoziazione sinistri da Rc auto

Il decreto legge di riforma della giustizia del governo Renzi introdurebbe l'obbligo di affidare agli avvocati il nuovo istituto della negoziazione anche per i sinistri derivanti dalla Rc auto. L'ANEIS (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale) critica il provvedimento: "L'unico scopo di questa riforma è di rendere un'attività stragiudiziale riserva esclusiva dell'avvocato. Nessun vantaggio per il danneggiato, anzi, solo maggiori spese e un allungamento dei termini".

Con il decreto legge di riforma della giustizia del governo Renzi gli avvocati sembrano vedersi conferire l'esclusività anche per le questioni stragiudiziali. Il decreto, infatti, introdurebbe l'obbligo di affidare agli avvocati il nuovo istituto della negoziazione anche per i sinistri derivanti dalla Rc auto. Nel Capo II del decreto, articolo 2, comma 1, si legge infatti: "La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza di avvocati iscritti all'albo".

In una nota stampa, l'ANEIS (Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale) evidenzia però che "la redazione in forma scritta di una convenzione di negoziazione, da inviare all'altra parte, dovrà prevedere un termine concordato non inferiore a 30 giorni. Questo meccanismo, però, non prevede alcun ente o persona super partes, come era nella mediazione, e confida esclusivamente nella buona fede e nella lealtà delle parti". Il presidente dell'Aneis Luigi Cipriano denuncia: "L'unico scopo di questa riforma è di rendere un'attività stragiudiziale riserva esclusiva dell'avvocato. Nessun vantaggio per il danneggiato, anzi, solo maggiori spese e un allungamento dei termini". Il comunicato prosegue riflettendo sul fatto che "c'è sempre una trattativa non giunta a buon fine a monte della decisione di iniziare una causa civile". Viene quindi posta la domanda: "Che senso ha obbligare le parti ad una negoziazione ufficiale, preceduta da una convenzione scritta fatta solo tra avvocati (che vanno pagati!), quando la negoziazione (ovvero la trattativa) c'era già stata ed aveva portato ad un mancato accordo con la conseguente decisione di affrontare un contenzioso giudiziario? - e si aggiunge - L'accordo non ci sarà neppure con la negoziazione assistita, la causa si farà ugualmente e l'unico risultato sarà quello di aumentare i tempi, già biblici, e le spese".

Il presidente dell'ANEIS Luigi Cipriano auspica quindi che "il governo o il parlamento approntino in tempi brevi una radicale riforma della giustizia civile che riduca drasticamente la durata delle cause" perché "così il debitore (leggasi Compagnie Assicuratrici) sarebbe costretto ad adeguarsi alla costante giurisprudenza senza più l'arroganza di chi ora mette in conto, sfruttando la legge dei grandi numeri, che anche davanti ad offerte inique solo una minoranza si rivolge al giudice, mentre tutti gli altri accettano, spaventati dall'attuale ingiustificabile durata delle cause". Cipriano infine fa notare che con il decreto legge di riforma della giustizia oltretutto "la figura professionale del patrocinatore stragiudiziale, creata dalla legge 14 gennaio 2013 n.4 e dalla Norma UNI 11477, viene ignorata completamente, favorendo, ancora una volta la lobby degli avvocati".

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