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AIE: morti premature per inquinamento aria destinate a crescere. WWF: è ora di chiudere con i fossili

"I dati dell'AIE (Agenzia internazionale dell'energia) diffusi sulla mortalità nel mondo dovuta all'inquinamento dell'aria da fonti energetiche parlano chiaro. I veri imputati sono carbone e petrolio e causano milioni di morti premature ogni anno", chiarisce il WWF.

"Altro che campanello d'allarme, i dati dell'AIE (Agenzia internazionale dell'energia) diffusi oggi sulla mortalità nel mondo dovuta all'inquinamento dell'aria da fonti energetiche parlano chiaro. I veri imputati sono carbone e petrolio e causano milioni di morti premature ogni anno" viene denuncia in una nota del WWF.

L'AIE infatti avverte che ogni anno si stima che 6,5 milioni di decessi sono legati all'inquinamento atmosferico, ed il numero è destinato ad aumentare in modo significativo nei prossimi decenni se le industrie del settore energetico non investiranno per ridurre le emissioni. Le morti premature da inquinamento dell'aria sono destinate a salire, specifica l'AIE, dai 3 milioni di oggi a 4,5 milioni entro il 2040, e i maggiori decessi si registreranno nei Paesi in via di sviluppo in Asia. L'Agenzia internazionale dell'energia indica quindi come killer principale la combustione dei carburanti.

Fatih Birol, direttore esecutivo dell'AIE, dichiara: "L'aria pulita è un diritto umano fondamentale che la maggior parte della popolazione mondiale non ha. - aggiungendo - Nessun paese, ricco o povero che sia, può sostenere che la risoluzione del problema dell'l'inquinamento dell'aria è completo".

Per questo motivo l'AIE spiega ai governi che sostenere la politica energetica con un aumento degli investimenti di appena il 7% produrrà un netto miglioramento della salute entro il 2040 ed un taglio del 50% delle emissioni inquinanti.

"Se da un lato la responsabilità del settore dell'energia sulla salute globale è enorme, dall'altro l'Agenzia AIE segnala come il comparto potrebbe ridurre significativamente l'inquinamento applicando le politiche di riduzione delle emissioni, ponendosi degli obiettivi e monitorandone i risultati" sottolinea infatti il WWF, che evidenzia che "il segnale più importante emerso dal rapporto è l'assoluta necessità di uscire dall'era fossile al più presto, entro i prossimi 20 anni, per transitare verso un sistema globale di produzione di energia basato sulle rinnovabili. Questo risponderebbe a quanto previsto dall'Accordo di Parigi sul Clima che punta a limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi C."

"Il carbone e il petrolio non saranno mai puliti. chiarisce la Ong - Anche se gli altri inquinanti 'mortali' dovessero venir ridotti in modo significativo, e non siamo a questo punto, comunque, i combustibili fossili continuerebbero ad emettere CO2, il gas serra più pericoloso per il clima, quindi per la salute del Pianeta che ci ospita, per la nostra Casa Comune".

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