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Paura nel porno: si ferma la Vivid per AIDS

Questa volta l'industria del porno si ferma, a quasi un anno dall'ultimo scandalo, perché un attore o un'attrice sarebbe risultata positiva all'HIV. Panico tra i set della Vivid Enterteinment e della Wicked Pictures.

L'industria del porno si ferma per un effetto collaterale dell'attività: l'AIDS. L'AIDS è sabbia negli ingranaggi di questa industria che svilisce e distorce la sessualità umana rendendola merce per squallide fiction che spesso sfruttano le donne e il loro corpo. Il settore è già invaso da clamidia, herpers, gonorrea (come da fonti del dipartimento californiano per la Sicurezza e la Salute) e da altre malattie trasmesse per via sessuale, ma quando c'è l'HIV di mezzo, il settore si terrorizza e va in bianco.
Due delle case che rappresentano la produzione industriale di film hard del circus californiano, la Vivid Enterteinment e la Wicked Pictures, hanno infatti fermato la produzione dei loro film perché un attore, non si sa se uomo o donna, sarebbe risultato positivo al test dell'HIV.
Lo spettro dell'AIDS torna sui set americani a quasi un anno esatto da un altro scandalo AIDS nella San Ferdinando Valley (Los Angeles), quando erano state trovate positive bel 16 attrici al virus dell'HIV.
Il caso potrebbe essere simile al caso del 2004 quando Darren James, famoso attore del genere contagiò 22 pornostar con il virus dell'AIDS, complici i controlli inaccurati e superficiali.
Da quell'anno i controlli sono sempre più stretti e addirittura le majors dell'industria del sesso finanziano la "Adult Industry Medical Healthcare Foundation" che controlla periodicamente le star di queste pellicole.

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