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AIDS, dubbi su test HIV "fai da te": c'è il "periodo finestra"

Un "test fai da te" appena si ha il dubbio di avere "i sintomi dell'AIDS". Questo il messaggio che sta passando per il "test da banco" che negli Stati Uniti è stato approvato dalla FDA. Ma "OraQuick Rapid HIV Test kit" è da intendersi solo come test "preliminare" e l'"autodiagnostica" non può sostituire gli esami di laboratorio.

Tra poco negli Stati Uniti partirà un progetto pilota sull'AIDS che permetterà ad ogni cittadino americano tra i 13 e i 64 anni di sottoporsi ad un test gratuito per scoprire se si è affetti dal virus dell'HIV direttamente nelle farmacie e nei drugstore che hanno aderito all'iniziativa.
Ma ora c'è di più. La FDA (Food and #Drug #Administration) statunitense ha approvato il primo "test fai da te" per sottoporsi all'esame dell'HIV nella "comodità" (e soprattutto nella "privacy") delle mura domestiche.
Il New York Times osserva che dopo molti dibattiti e controversie l'approvazione di "OraQuick" (questo il nome commerciale del test "rapido") segnerà l'"emersione" dei malati ignari di aver contratto il virus dell'HIV e che non hanno mai avuto il coraggio di recarsi da un medico. Ma certamente OraQuick non sarà la "panacea di tutti i mali", notano altri, dato che questo "test da banco" per l'HIV non è sicuro al 100% e deve essere considerato come un esame "preliminare".
Nell'immaginario collettivo infatti, dove se si è fortunati si è appena analfabeti funzionali , già qualcuno pensa che, avvertendo i "sintomi dell'AIDS", si potrà in futuro andare in farmacia e "autodiagnosticarsi" l'HIV con un semplice tampone orale.
Gli esperti spiegano che i rischi di questo atteggiamento possono portare a diversi problemi, tra cui i "falsi positivi" (anche per cattivo uso del dispositivo medico), e quelli legati all'"ignoranza" delle "manifestazioni" biologiche del "decorso" della malattia.
Ricorda a Il Sole 24Ore Mariapaola Landini direttore dell'U.O. di Microbiologia del Policlinico Sant'Orsola di Bologna: "Gli entusiasmi per questo test devono essere raffreddati in quanto la ricerca degli anticorpi può dare risultato positivo solo dopo che gli anticorpi vengono prodotti dall'organismo. Ciò avviene dopo un periodo di tempo molto variabile da persona a persona che può andare da 12 giorni a sei mesi. In tutto questo periodo di tempo l'individuo non ha anticorpi ma ha il virus ed è contagioso. Si tratta del cosiddetto 'periodo finestra'. Il risultato di questo e di altri test che ricercano la presenza di anticorpi, quindi, ha molto valore se positivo, ma deve essere ignorato, se negativo".

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