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11 Settembre 2001: declassificato File 17, ma non svela mistero della demolizione controllata

Il governo USA ha declassificato un rapporto ribattezzato File 17 che indicava a chi investigava sull'11 Settembre 2001 le possibili connessioni tra l'Arabia Saudita e i dirottatori. Un documento che potrebbe anticipare le 28 pagine della Commissione d'inchiesta del Congresso americano secretate da George W. Bush. Ma il File 17, comunque, non risolve il mistero sul crollo delle Torri Gemelle, troppo simile ad una demolizione controllata.

Il governo USA ha declassificato un rapporto ribattezzato File 17, finora ai più sconosciuto, che indicava a chi investigava sull'11 Settembre 2001 le possibili connessioni tra l'Arabia Saudita e i dirottatori.

"Gran parte delle informazioni riportate sul File 17 si basano su ciò che è scritto nelle 28 pagine" ancora segrete dell'inchiesta del Congresso americano sugli attacchi dell'11 Settembre 2001, sostiene all'AP l'ex senatore democratico Bob Graham, all'epoca presidente della Commissione d'inchiesta. Graham rimane convinto del fatto che i dirottatori avessero un vasto sistema di supporto dall'Arabia Saudita anche se si trovavano negli Stati Uniti.

Al contrario il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir nega qualsiasi accusa di complicità da parte dell'Arabia Saudita, sottolineando che non vi è nessuna prova che possa sostenere il contrario. Prova che potrebbe invece trovarsi nelle 28 pagine classificate dall'ex presidente George Bush, ufficialmente per proteggere le fonti e i metodi di intelligence, anche se in molti sospettano che il vero motivo era l'evitare di incrinare i rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita, da sempre stretti alleati. I familiari delle vittime chiedono ormai da anni che queste pagine vengano declassificate, ed il presidente Barack Obama ha chiesto di agire in merito dal 2014. Ad oggi, però, non è chiaro se e quanti documenti verranno mai resi pubblici.

A giugno comunque John Brennan, il capo della CIA, ha assicurato che le 28 pagine secretate verranno a breve pubblicate, precisando però che non contengono prove dell'implicazione dei sauditi nel favorire i terroristi.

Fatto sta che proprio Obama ha minacciato di porre il veto alla proposta di legge Justice Against Sponsors of Terrorism Act che consente alle vittime sopravvissute ad un attacco terroristico o ai familiari di fare causa contro quegli gli Stati-Nazione che supportano il terrorismo. L'Arabia Saudita invece ha annunciato che se la legge verrà approvata venderà 750 miliardi in titoli di Stato degli USA.

Nel File 17 vengono elecante invece tre dozzine di nomi tra cui quelli di Fahad Al-Thumairy e Omar Al-Bayoumi. Al-Thumairy era un imam della King Fahad Moschea in California, sospettato di aver aiutato due dei dirottatori (Nawaf al-Hazmi e Khalid al-Mihdhar) dopo il loro arrivo a Los Angeles. L'imam è stato dal 1996 al 2003 un diplomatico accreditato presso il consolato saudita di Los Angeles.

La Commissione sull'11 Settembre 2001 ha ascoltato Al-Thumairy il quale però ha negato ogni coinvolgimento. Ad aver parlato con i due dirottatori è invece Omar al-Bayoumi, un cittadino saudita che secondo la Commissione d'inchiesta avrebbe incontrato nel 2000 presso il consolato proprio Al-Thumairy. Al-Thumairy ha negato di aver mai conosciuto al-Bayoumi, anche se i tabulati telefonici dimostrano che i due si sentivano fin dal 1998.

Nonostante questo, la Commissione sull'11 Settembre 2001 non ha trovato prove concrete sull'aiuto che Al-Thumairy avrebbe fornito ai due dirottatori. Omar Al-Bayoumi viene considerato invece dalla Commissione come un uomo con "forti legami con il governo saudita tanto che la comunità locale di San Diego credeva che fosse un ufficiale dell'intelligence dell'Arabia Saudita". Ufficialmente Al-Bayoumi lavorava alla Ercan airport, legata alla Saudi Civil Aviation Administration, descritto però da alcuni colleghi come un "dipendente fantasma", cioè uno dei molti sauditi a libro paga.

Al-Bayoumi ha giustificato però la conoscenza con i due dirottatori spiegando che aveva fornito loro solo dei consigli per risolvere un problema con i visti, consigliando loro di trasferirsi da Los Angeles a San Diego, città nella quale ha aiutato i due terroristi a trovare una sistemazione. La Commissione d'inchiesta sembra aver creduto a tale versione dei fatti.

Il File 17 comunque non risolve il mistero sul crollo delle Torri Gemelle, troppo simile ad una demolizione controllata come denuncia ancora nel 2015 l'associazione americana non profit Architects & Engineers for 9/11 Truth costituita dai 2.363 architetti e ingegneri statunitensi che hanno firmato una petizione indirizzata al Congresso degli Stati Uniti per riaprire una vera investigazione indipendente sulla distruzione del World Trade Center.

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